Braccio di ferro Cerboni e sindacati Il fronte si spacca perché la Cisl si sfila
Milani e Piccini: «I politici possono incontrare i dipendenti Sulla proposta c’era sintonia, dispiacciono le intromissioni»
Sul fronte di guerra aperto in Comune nei confronti dell’assessore al personale Giacomo Cerboni, la Cgil sposa la linea dura della Uil: ricorso in Tribunale, davanti al giudice del lavoro, per condotta antisindacale. La Cisl, invece, si sfila e annuncia che proseguirà le trattative, riconoscendo di fatto gli incontri con i dipendenti promossi dalla parte politica. Se qualcuno accarezzava l’idea di creare scompiglio tra amministrazione, sindacati e dipendenti il risultato sembra raggiunto. Tutto è partito dall’invito dell’assessore rivolto al personale per discutere del nuovo orario di lavoro, i contenuti del contratto collettivo integrativo e le progressioni orizzontali.
Fabrizio Milani e Simona Piccini della Cisl intervengono nel dibattito così: «Vogliamo chiudere il contratto nei tavoli preposti – dicono – e crediamo che ognuno debba rispettare i ruoli, ma nulla vieta l’incontro tra assessore e dipendenti se portato avanti sui temi giusti». «Rispetto alla querelle in corso – commenta ancora Milani, segretario generale della Cisl – sappiamo che i fondi disponibili per il personale, come avviene nella maggior parte delle trattative sindacali, sono inferiori rispetto alle aspettative. E allora viene da pensare che qualcuno si sia speso in promesse che non può mantenere e che ora voglia ritardare la chiusura del contratto». Piccini, rappresentante della Cisl Enti Locali di Grosseto, chiarisce il suo punto di vista: «La politica ha facoltà di incontrare i dipendenti: ci sono stati altri casi in passato, in altre amministrazioni quali Provincia e Regione, in cui è stato fatto. E in quelle occasioni i sindacati hanno partecipato esprimendo le loro opinioni e facendosi portavoce delle istanze dei lavoratori, non diffidando le amministrazioni».
I sindacati, da mesi, conducono incontri con l’amministrazione per definire il contratto di secondo livello per tutti i dipendenti del Comune e anche Cisl, inizialmente, non riteneva opportuna una riunione dell’assessore sui temi in discussione. «Volevamo evitare fughe in avanti o incomprensioni – scrive la Cisl – dal momento che era avviata una discussione in delegazione trattante, come previsto dalle norme. Per questo motivo, quando abbiamo saputo della convocazione della riunione per il 25 giugno, da parte dell’assessore Cerboni (la prima si era svolta a gennaio senza nessuna diffida sindacale) dopo un confronto con Cgil e Uil, abbiamo ritenuto opportuno chiedere all’assessore lo spostamento dell’incontro a altra data, successivamente alla chiusura della trattativa. Ciò non è avvenuto, è vero, ma avendo partecipato alla riunione non sono state rilevate, a nostro parere, azioni antisindacali, anzi abbiamo constatato che sulla politica dell’orario dei dipendenti c’era sintonia tra la proposta sindacale e l’amministrazione». Piccini e Milani, in un lungo documento, ribadiscono punto per punto la posizione di Cisl. «Non abbiamo ravvisato, da parte di Cerboni, atteggiamenti antisindacali. Sappiamo tutti che l’assessore, come il direttore di qualsiasi azienda, può incontrare il personale quando vuole. Per questo, senza fare ulteriore polemica, abbiamo in mente un percorso da portare avanti per giungere alla chiusura del contratto e alla salvaguardia degli interessi dei lavoratori. Dispiace vedere che questo obiettivo non sia condiviso e che si intrometta la politica. Quest’ultima ha il compito di pensare al futuro e alla tutela dei cittadini, ma per quanto riguarda i lavoratori, dovrebbe lasciare fare a chi ha strumenti e conoscenza del settore». –
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