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Il chiosco di Cesare in vendita dopo 44 anni «Senza di lui è dura»

Il chiosco di Cesare in vendita dopo 44 anni «Senza di lui è dura»

Il locale è stato un punto  di riferimento per generazioni Ora che il titolare è morto  la moglie ringrazia tutti  «Non riesco più a continuare»

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MARINA DI GROSSETO. Il suo chiosco a Marina di Grosseto è stato un’istituzione per 43 lunghi anni. Intere generazioni di giovani - prima o dopo la discoteca - si fermavano a mangiare il mitico hamburger o a bere una birra “da Cesare”. Quest’anno purtroppo non è così: è la prima stagione senza di lui, Cesare Signori, il notissimo patròn del locale morto a marzo del 2019. Non aveva neanche 70 anni. . Cesare aprì il locale con la moglie Sandra nel 1976 e ogni estate, immancabile, a Marina di Grosseto tirava di nuovo su le saracinesche. Ora che non c’è più, la moglie ha deciso di mettere in vendita il chiosco. C’è un cartello, la fuori; c’è scritto vendesi.

Il locale al momento è aperto; dietro al bancone ci sono Sandra e il figlio Andrea, ma questa è l’ultima stagione. Perché? «Voglio vendere - spiega Sandra – non perché non c’è lavoro per me o per mio figlio o perché il locale non rende»; anzi, continua ad andare bene, ma senza Cesare è dura.

«Avevo aperto a 16 anni una parentesi con mio marito – continua Sandra – e a 66 vado a chiuderla: sono stati 50 anni di vita insieme, io adesso ne ho 66. Stavolta sono venuta da Padova per salutare e ringraziare tutti i miei ragazzi – e vedete che mi commuovo anche ora (piange, ndr) - Sono state 3 generazioni abbondanti: è stata una bella parentesi che si è aperta a adesso voglio terminarla bene, affinché tutti ci ricordino per il meglio. Voglio ringraziare tutti quanti gli abitanti di Marina, i vacanzieri, i clienti: ho lavorato soprattutto con i ragazzi, in tutti questi anni. Tante generazioni sono venute da noi a divertirsi e passare le serate, ma un grazie enorme va anche a chi ha lavorato con noi. Adesso credo che è arrivato il momento di chiudere, vorrei che il mio locale - spera Sandra - andasse in mano a qualcuno di “importante” che lo avesse a cuore e magari mantenesse anche il nostro nome, se vuole. Per me questo posto è stato una risorsa, un onore, una lotta continua e un crescere. Sono cresciuti qua da noi tanti ragazzi ma siamo cresciuti anche noi con loro e grazie a loro. Il locale - continua Sandra – è stato aperto per 44 lunghe stagioni; 43 io le ho fatte con Cesare, adesso la 44ª è tutta senza di lui. Oggi siamo ancora aperti e attivi: io e mio figlio Andrea facciamo la stagione fino alla fine e finché c’è lavoro per quest’estate, ma poi basta».

Fine della storia, di un’esperienza di vita che - c’è da scommettere - i marinesi non dimenticheranno facilmente. «Stanno arrivando continuamente – prosegue Sandra - tanti ragazzi che vengono qua con le lacrime agli occhi per farci le condoglianze e chiedere di non chiudere, di non mollare: è una richiesta all’unisono. E io, se da una parte vorrei che si concludesse domani, dall’altra non vorrei farlo mai; ma sono scelte che si fanno, nella vita. E ormai abbiamo deciso. Grazie a tutti, davvero».
 

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