Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

Miasmi dal depuratore «Anche la destra chieda interventi definitivi»

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follonica. Il gruppo politico Follonica a Sinistra interviene sulla questione dei miasmi prodotti dal depuratore di Follonica e chiede alle destre di fare gruppo comune per fare pressioni nei confronti dell’Acquedotto del Fiora. «Finalmente – dicono – sono emerse le cause dei cattivi odori, assieme a gravi negligenze da parte del gestore, Acquedotto del Fiora, il quale ha modificato l’assetto di impianto in maniera sostanziale, senza comunicarlo e successivamente negando».

«Il protrarsi del cattivi odori dal depuratore comunale – proseguono – è un problema serio e crea un disagio grave ai nostri concittadini. Coinvolge tutti, senza distinzioni di colore o appartenenza politica. Ma purtroppo, come sempre avviene, la questione viene cavalcata e strumentalizzata a fini elettoralistici, creando instabilità e un danno all’immagine della città, soprattutto in un periodo così delicato qual è la stagione balneare». Follonica a Sinistra spiega che «Acquedotto del Fiora è una società partecipata che per il 51% appartiene ad Acea (dunque largamente a Roma Capitale, amministrata dai Cinque Stelle). Il restante 49% è suddiviso tra i vari Comuni di Siena e Grosseto. Tra questi molti sono i Comuni governati dalle destre (primi fra tutti Grosseto e Siena che da soli detengono il 11, 67%)». Il gruppo si dice d’accordo sul fatto che il sindaco di Follonica abbia chiesto un risarcimento economico da immettere nelle bollette dei follonichesi ma chiede anche «che anche le forze politiche di destra si attivino richiedendo a queste importanti amministrazioni loro affini di fare pressione affinché una volta per tutte il problema venga risolto, senza prestarsi a sciocchi polveroni sui social che non portano a niente, se non a danneggiare ulteriormente la nostra comunità». «Ricordiamo, infine – concludono – che se si fosse data attuazione al risultato vittorioso del referendum sulla ripubblicizzazione della gestione dell’acqua (vinto nel 2011) molti di questi problemi, che vedono spesso contrapposti i proprietari degli impianti (i comuni) con i gestori degli stessi, sarebbero risolti». —

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