Emergenza caldo negli asili comunali «Niente condizionatori, bimbi stremati»
Ieri in città toccati i 40 gradi. Insegnanti segnalano disagi. Il sindaco: «Scuole non attrezzate, per fortuna oggi chiudono»
Mentre in Francia si chiudono le scuole per il caldo e a Prato il presidente del Tribunale manda tutti a casa perché non funziona l’impianto di condizionamento, non se la passano meglio bambini e maestre degli asili comunali di Grosseto. Bambini sudati e stremati dal caldo torrido, seduti al tavolo della mensa senza neanche la forza di mangiare. Altri che si sdraiano per terra per cercare un filo di fresco sulle mattonelle. E insegnanti preoccupate: chi registra 35 gradi nelle aule, chi si rivolge al sindaco «con il cuore in mano» per chiedere di dotare gli asili di un po’ di refrigerio.
Oggi a Grosseto, come in tutta la Toscana, è l’ultimo giorno di apertura per le scuole dell’infanzia, ma arrivarci è stata durissima. Negli ultimi giorni il caldo record si è fatto sentire davvero e, in barba alle raccomandazioni di proteggere i più piccoli dalle temperature tropicali, sui social piove la denuncia di insegnanti e genitori per le condizioni in cui si sono ritrovati i piccoli cittadini.
Il caldo, non è un segreto, è da record. Ieri il Lamma della Regione Toscana ha registrato temperature fino a 37, 4 gradi a Grosseto, ma alcuni termometri cittadini ne hanno segnati addirittura 40, come quello fotografato fuori dalla farmacia comunale 2 in via Einaudi. E oggi la temperatura è prevista addirittura in aumento.
A quanto riferiscono alcune insegnanti su Facebook, la canicola si infila fin nelle aule degli asili che restano aperti fino al 30 giugno (a differenze di elementari, medie e superiori che chiudono il 10). Ebbene: negli asili comunali non c’è l’aria condizionata, come conferma al Tirreno il Comune. E gli effetti si sono sentiti. «Vedere i bambini grondare di sudore già alle 9 di mattina e a mensa non vederli mangiare ma solo bere, sudati fradici... Attrezziamo gli asili. È veramente un caldo insopportabile e i bambini soffrono tantissimo», scrive una maestra. «Oggi i bimbi si sono sdraiati per terra per cercare un po’ di fresco! Non sapevo davvero che fare. L’impianto di condizionamento non esiste», dice un’altra. «Povere creature le vedi ciondolare e basta», risponde una collega. E c’è chi esprime preoccupazione per i nidi che restano aperti anche a luglio, o per quegli asili che organizzano attività anche in piena estate. C’è chi si chiede perché il sindaco non abbia emanato un’ordinanza di chiusura, come accade d’inverno per le allerte meteo, chi obietta che anche l’aria condizionata può far male, chi se la prende con il surriscaldamento globale. Ad ogni modo si invoca un provvedimento.
Il Tirreno ha girato la questione al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che ha risposto con questa nota: «Il sindaco non può chiudere le scuole per il caldo eccessivo: questa possibilità non è contemplata. Le temperature di questi giorni sono eccezionali e la stragrande maggioranza delle scuole pubbliche non sono attrezzate per mitigare gli ambienti con l’aria condizionata. Fortunatamente domani (oggi per chi legge) è l’ultimo giorno di scuola». —
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