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Rimossa l’arca funeraria con le (presunte) ossa di Caravaggio

Rimossa l’arca funeraria con le (presunte) ossa di Caravaggio

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porto ercole. L’arca funeraria che ospita le ossa del Caravaggio – o presunte tali – ha traslocato. Da alcuni giorni, il sarcofago che dal luglio 2014 si trovava fra via Nuova e via Principe Umberto a Porto Ercole, non c’è più. Tutto è stato smantellato. Come ha spiegato giorni fa al Tirreno il sindaco di Monte Argentario, Franco Borghini, «i morti, qualunque nome abbiano, anche se si chiamano Caravaggio, devono stare al cimitero».

E così Michelangelo Merisi, morto a Porto Ercole il 18 luglio 1610, ha fatto ritorno là dove tutto era cominciato. All’epoca in cui il pittore morì (sulla Feniglia), infatti, gli stranieri di misere condizioni venivano sepolti nel cimitero di San Sebastiano.

La scelta della nuova amministrazione ha fatto molto discutere a Porto Ercole. Era stato indetto anche un sondaggio per sapere chi fosse favorevole e chi contrario allo spostamento. Firme che a poco serviranno dato che il trasloco è già avvenuto. Le spoglie, per il momento “parcheggiate” in un angolo del cimitero, saranno adeguatamente collocate e ci saranno delle indicazioni per chi vorrà visitare la tomba.

«Sono amareggiato per questa scelta – commenta Michele Lubrano, consigliere di minoranza di Monte Argentario e portercolese –. Come si può pensare di mettere un monumento dentro il cimitero. Chi vorrà visitarlo lo cercherà fra le tombe? Proprio ieri mentre l’arca funeraria veniva portata via è arrivata una comitiva che cercava la tomba del Merisi. È una scelta incomprensibile».

Della stessa opinione è la ex vicesindaca Priscilla Schiano. «La scelta di questa amministrazione è davvero vergognosa – dice Schiano –. I soldi che sono stati usati per spostare la tomba del Caravaggio potevano certo essere meglio impegnati. Avere i resti di un artista del suo calibro che in molti vengono a visitare perché la sua morte a Porto Ercole è riportata sui libri di scuola e non sfruttarla anche dal punto di vista turistico è assurdo».

L’attribuzione delle ossa a Caravaggio, in realtà, è tutt’altro che certa. Tutto è iniziato nel 2010 per i 400 anni dalla morte di Caravaggio quando l’allora presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Culturali (associazione privata) Silvano Vinceti fece analizzare delle ossa rinvenute in un terreno nel 1956 e le attribuì a Caravaggio, senza però che i risultati siano mai stati pubblicati in riviste scientifiche e senza condurre una campagna storico-archeologica. Tanto però è bastato all’ex amministrazione per far costruire un mausoleo da 65mila euro. Quello che oggi è stato rimosso. —

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