Davanti al premier, in mutande e maglietta dell'ippodromo di Follonica
Avvocato protagonista del siparietto con Conte su Fanpage. Al Tirreno dice: "Ho lavorato ai Pini, lotto per il rilancio"
FOLLONICA. Ci vuole coraggio per uscire in mutande sul terrazzo e gridare al premier Giuseppe Conte le proprie ragioni. Ma l’avvocato Raffaele Capasso quel coraggio l’ha avuto.
Il video girato martedì scorso a Napoli dalla redazione di Fanpage ha fatto il giro d’Italia ma i follonichesi più attenti avranno notato qualcosa di particolare nell’abbigliamento dell’avvocato e no, non era soltanto la palese assenza dei pantaloni ma, piuttosto, la maglietta dell’ippodromo dei Pini di Follonica.
Capasso, che abita di fronte alla redazione di Fanpage, mentre riposava a casa sua, è stato avvisato della presenza del presidente Conte che in quell’istante si era affacciato sul terrazzo di fronte. Così, per non lasciarsi scappare questa opportunità, l’avvocato è uscito sul balcone così com’era: in mutante e ciabatte e con la maglietta dell’ippodromo.
«Io sono un collega civilista, volevo dirle una cosa, approfitto», urla Capasso dal balcone; «Avvocato? Prego» replica Conte. Così Capasso ne approfitta per chiedere la traduzione in decreto d’urgenza del disegno di legge 788 del 2018, a firma del senatore Urso, sui crediti in sofferenza e la «redenzione» del debitore. Ma perché quella maglietta?
Il Tirreno ha raggiunto Capasso e glielo ha chiesto: «Ho avuto un legame con l’ippodromo dei Pini – spiega – Venivo molto spesso a Follonica, sono stato dietro al consiglio di amministrazione per un paio di anni tra il 2010 e 2011 poi lasciai l’incarico. Cercai di fare delle cose ma quando capii che ero rimasto da solo me ne andai». Capasso, che compirà 70 anni ad agosto, ha speso quarant’anni nell’attività forense occupandosi anche dell’insegnamento di diritto privato all’università di Salerno.
La sua grande passione sono però i cavalli, tanto da aver aperto ben due allevamenti: uno a Latina e uno in Francia. Allevamenti veramente importanti: soltanto quello nel Lazio è composto da 160 box, 3 piste e 40 appartamenti. «Adesso è tutto ipotecato dalle banche – spiega – ma basterebbe che il ministero mettesse 3 milioni di euro per renderlo pubblico e ridare il pane a centinaia di persone».
Martedì scorso l’avvocato ha dato al premier Conte la ricetta per i crediti delle banche, rilevati a prezzi stracciati dalle società cessionarie e usati spesso come armi nei confronti dei debitori, ma ha un’idea ben precisa anche per l’ippica: «Ci vorrebbe un Raffaele Capasso quarantenne – dice scherzando – basterebbe che il Governo immettesse nel circuito 400 milioni di euro all’anno per far ripartire la macchina dell’ippica, un settore che è stato snobbato negli ultimi anni e che adesso è entrato in profonda crisi. Un sistema, questo, che darebbe da mangiare a centinaia di persone».
E continua: «I politici si girano dall’altra parte. Non si sa con chi parlare, non c’è più uno che capisca di finanza, agricoltura, allevamento o zootecnia. È un mondo avvilente ci vuole il miracolo. Un piccolo miracolo, come quello dell’altro giorno, quando sono riuscito a dire al primo ministro che esiste un disegno di legge che potrebbe portare la gioia a 15 milioni di italiani ma lui lo tiene in un cassetto». —
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