Riserva del Farma Italia Nostra a Giani «È un taglio totale e indiscriminato»
L’Associazione scrive al presidente del consiglio regionale E chiede di verificare l’operato degli assessorati e degli uffici
roccastrada. Continua a far discutere il taglio di oltre trenta ettari di bosco eseguito di recente al Belagaio, in Val di Farma, nella cerniera verde che collega le province di Siena e Grosseto. Dopo il Comitato Val di Farma – che fu il primo a sollevare la questione, anche con un video caricato su Youtube che rende conto sul prima e il dopo taglio – il parere espresso da esperti che hanno parlato di «disastro», e, dall’altro lato, l’opinione di chi vive e caccia tra Torniella e Piloni e dei tecnici l’Unione dei Comuni che difendono invece l’operazione, interviene Italia Nostra.
L’associazione ha scritto una lettera al presidente del consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani con cui chiede di verificare l’operato della Giunta e degli uffici amministrativi: «Perché, a nostro avviso – sostengono Michele Scola, presidente della sezione Maremma Toscana di Italia Nostra e Lucilla Tozzi, presidente della sezione di Siena dell’associazione – non è stato rispettato il principio principale della Legge Forestale della Toscana: ovvero, le utilizzazioni boschive devono ispirarsi alla gestione sostenibile».
«Si apprende dalla stampa e dai soci di questa associazione – Italia Nostra scrive a Giani – che nella Riserva naturale regionale del Farma, in località Castello del Belagaio, nell’ambito del Demanio forestale regionale, nelle adiacenze dell’omonima Riserva Statale biogenetica, è stato effettuato un taglio boschivo a raso che ha interessato circa 40 ettari di pineta di pino marittimo»
«Ci permettiamo di contestare l’opportunità tecnica di un taglio così impattante– continua Italia Nostra – in una riserva naturale compresa all’interno di un’area Natura 2000 e adiacente a una riserva biogenetica statale importante come quella del Belagaio».
«Ci risulta – descrive Italia Nostra – che l’intervento sia stato eseguito in base all’articolo 17 del Regolamento Forestale che prevedrebbe tagli di preparazione per un graduale ingresso delle latifoglie nelle fustaie di conifere. La ratio di tale articolo è quella di migliorare le condizioni ecologiche e ambientali del bosco, nell’ottica di una gestione conservazionista; ma quello che è stato eseguito –sottolinea l’associazione – è un taglio totale e indiscriminato di tutto il soprassuolo arboreo principale che ha lasciato un sottobosco di arbusti (corbezzolo e erica) che, nella Legge Forestale della Toscana, non risultano essere classificati come alberi forestali. Oltretutto, tale intervento è stato eseguito con mezzi meccanici, che hanno aperto larghe piste, esponendo il suolo nudo all’erosione, che si è violentemente verificata a maggio, a seguito di piogge copiose».
«Le chiediamo, presidente –si rivolgono ancora a Giani – di verificare l’operato degli assessorati e degli uffici competenti in materia di foreste, demanio e aree protette. Ci aspettiamo una scrupolosa lettura degli atti per accertare se vi sia stata o meno la volontà di eludere la legislazione regionale, facendo passare un pesante taglio raso di utilizzazione per un taglio di miglioramento ambientale. La preghiamo, qualora ravvisasse profili di responsabilità o trascuratezza, di prendere i necessari provvedimenti». «Cogliamo l’occasione – conclude Italia Nostra – per auspicare una riforma della legge forestale: per come è formulata, lascia al Regolamento, che è un atto di Giunta e come tale sottratto alla volontà rappresentativa del Consiglio, una discrezionalità amministrativa troppo ampia che i consiglieri rischiano di non tenere sotto controllo, e affinché siano rispettati i principi della Legge Forestale e della legge sulle Aree Protette della Toscana, ispirate alla gestione sostenibile delle foreste, alla valorizzazione dei servizi ecosistemici, alla conservazione degli habitat e delle specie minacciate, e alla tutela e gestione di aree destinate alla protezione della natura». –
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