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MONTE ARGENTARIO  

Stop all’assalto delle calette: pattuglie sulla Panoramica contro il parcheggio selvaggio

Giovanna Mezzana
Stop all’assalto delle calette: pattuglie sulla Panoramica contro il parcheggio selvaggio

Provvedimento per tutelare il paesaggio. Il sindaco sugli automobilisti: "Se non possono fermarsi sulla strada, non scenderanno al mare"

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MONTE ARGENTARIO. Scatta il piano B per la tutela delle spiaggette che si aprono sotto la Panoramica di Monte Argentario: luoghi, che sarebbe riduttivo definire da cartolina perché sono da sogno, presi d’assalto – ogni estate – da orde di turisti, dall’alba al tramonto.

L’idea di partenza

Il sindaco di Monte Argentario Franco Borghini si era mosso d’anticipo per salvaguardare le calette e fermare la devastazione di un patrimonio naturale e paesaggistico della Costa d’Argento che è un unicum. A primavera aveva chiamato a raccolta Wwf e Legambiente accarezzando l’idea di un progetto di contingentamento degli accessi ad alcune baie mignon, le più frequentate; la filosofia era quella di prevedere delle regole di fruizione – non per i residenti, che per altro sono in quota ridotta rispetto a visitatori e vacanzieri – sia da terra che da mare. «Il Wwf – dice Borghini – ci ha presentato un progetto molto bello, un po’ oneroso a dire la verità ma sicuramente di grande pregio. Il problema è che quest’anno, ormai, non facciamo in tempo a realizzarlo: sarà per la prossima estate e lavoreremo con entrambe le associazioni ambientaliste». E dunque scatta la seconda opzione, perché Borghini non vuole posticipare di dodici mesi l’inizio della salvaguardia delle calette. Come farà? Impiegherà le risorse che ha a disposizione: la Municipale.

Parcheggio far west

«I nostri agenti – spiega il sindaco – pattuglieranno la Panoramica con controlli più accurati rispetto al passato: e impediranno il parcheggio selvaggio di auto e camper lungo la strada. Va da sé che se non possono sostare con i mezzi, non scenderanno neanche al mare. Non raggiungeremo l’ottimo (obiettivo per il quale serve un progetto ad hoc, ndr) ma è l’unico modo per arginare gli effetti di certi “barbari” che ogni tanto ci vengono a trovare». L’obiettivo non è far cassa con le sanzioni: «I nostri agenti non avranno un atteggiamento repressivo – sottolinea il sindaco – faranno leva sulla dissuasione».

La zona rossa

Gli agenti della Municipale batteranno tutta la Panoramica e un tratto, in particolare: i cinque chilometri che corrono dalla Cacciarella fino a Cala Moresca. Sono tante le calette che ormai necessitano di essere presidiate: la Cacciarella, la Cantoniera, Cala del Gesso, a lato della quale si staglia l’isolotto dell’Argentarola, patrimonio di biodiversità. E, ancora, per esempio, il Mar Morto: «Per quest’ultima – spiega Borghini – avremo bisogno di qualche collaboratore volontario: l’accesso in realtà è privato e i nostri agenti dunque non possono operare»; chi volesse sposare la causa, aderire alla “campagna” di tutela delle calette argentarine e dare una mano, dunque, può farsi avanti. L’obiettivo è: far sì che si possa godere di quei luoghi, rispettandoli. Cartacce in cui vengono avvolti tramezzini e schiaccine, bottigliette di plastica, flaconi di creme abbronzanti e ciabatte di gomma abbandonate o dimenticate, finanche escrementi in quelle baie da sogno sono come una bestemmia di fronte all’altare. –
 

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