L’economia del mare cresce e dà lavoro a 10mila persone
Tra 2011 e 2017 la Maremma segna un +8%, sopra la media regionale Più negativi i dati sulle imprese giovanili. «Non c’è staffetta generazionale»
MONTE ARGENTARIO. In provincia di Grosseto l’economia blu (quella legata al mare) è cresciuta tra 2011 e 2017 dell’8,2 %; il dato è superiore alla media toscana che ha visto un incremento del 6,9%. Lo rende noto il Rapporto sull’economia del mare 2019 sulle province di Grosseto e Livorno, realizzato dal Centro studi e servizi e presentato ieri mattina a Porto Santo Stefano nella sala consiliare.
un settore sano
«Nel complesso l’economia del mare, sia a livello nazionale che locale, sfoggia buona salute e mantiene una discreta e diffusa attrattività imprenditoriale», dice subito il presidente dell’ente camerale Riccardo Breda accanto a Mauro Schiano (Centro studi e servizi) e al sindaco del promontorio Franco Borghini. In provincia di Grosseto si contano 2.278 imprese operanti nel settore, in cui lavorano 9.550 persone: «un potenziale che ha generato direttamente oltre 398 milioni di euro di valore aggiunto senza contare quanto prodotto dalle attività collegate al settore a monte e a valle». Il 16% delle imprese toscane che operano a stretto contatto con il mare si trovano proprio nel territorio grossetano.
Ma cosa sono le imprese blu? Sono le imprese legate a più settori di attività acomunate dal filo conduttore del mare: qua, il settore più “prolifico” in Maremma è quello dei servizi di alloggio e ristorazione (a Grosseto 1154 imprese), seguono le attività sportive e ricreative (485), la cantieristica (257), la movimentazione merci e passeggeri via mare (118) e la filiera ittica (219). Solo una piccola nicchia di blue enterprises si dedica all’industria delle estrazioni marine o alle attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale.
cosa “tira” e cosa no
Tra 2011 e 2017 la Maremma ha assistito a una crescita diffusa e importante proprio del numero di imprese nelle filiere Alloggio e ristorazione, Ricerca-regolamentazione -tutela ambientale e attività sportive e ricreative. Per contro si sono contratte via via le filiere dell’ittica, delle estrazioni marine e della cantieristica. «L’espansione della filiera dei servizi di alloggio e ristorazione è molto marcata ovunque - dice la Ccia - un settore che favorisce l’autoimprenditorialità tanto che la numerosità di impresa cresce a ritmi importanti e superiori rispetto a quelli verificati per valore aggiunto e occupazione».
il lavoro
C’è poi il capitolo lavoro. Rispetto al 2011 l’evoluzione dell’occupazione è soddisfacente e segue un trend nazionale. «La progressione occupazionale è tanto più importante se vista alla luce delle significative sacche di disoccupazione generate dall’ultima grave crisi economica – dice l’ente camerale – Se a Livorno l’occupazione blu è cresciuta dell’1,4%, Grosseto ha una percentuale di incremento (+6%) più alta anche della media regionale nonostante due filiere in contrazione, ovvero la cantieristica (-4,4%) e le attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale (-9,6%)». È soddisfacente l’evoluzione occupazionale delle altre filiere maremmane. Insomma, un settore “sano”, nel complesso. Anche se non è tutto oro quello che luccica e ci sono anche le criticità.
le criticità
Nell’imprenditoria giovanile guidata da giovani imprenditori sotto i 30 anni, le diverse attività riconducibili alle filiere blu (per esempio la pesca professionale così come quello della cantieristica navale afferente ai lavori di refit delle imbarcazioni a vela) «non sembrano manifestare un particolare appeal per le nuove generazioni - dice l’ente camerale - nonostante le potenzialità imprenditoriali ed economiche: siamo probabilmente di fronte ad un problema di staffetta generazionale. In generale l’impatto dell’imprenditoria giovanile blu su quella blu totale nell’area Maremma-Tirreno si presenta inferiore sia alla media regionale (7,2%) sia alla media nazionale (9,8%)».
In ogni modo, «il nostro è un territorio profondamente legato al mare – spiega il sindaco Borghini - Le antiche tradizioni di marineria che caratterizzano il territorio ci hanno fatto conoscere in tutto il mondo. Senza contare che probabilmente il nostro comune è l’unico ad avere tre porti che complessivamente possono ospitare circa 4 mila imbarcazioni». E Mauro Schiano: «La mia attività pubblica è iniziata ormai 44 anni fa – dice - sono argentarino e conosco bene il territorio. Il rapporto che abbiamo stilato non ha la pretesa di risolvere i problemi, ma serve a fare confronti costruttivi». —
T.D.S.
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