Il Tirreno

Grosseto

Quel misterioso volo dal Continente nero I rapaci Sara e Tobia tornano in Maremma

Gabriele Baldanzi
Quel misterioso volo dal Continente nero I rapaci Sara e Tobia tornano in Maremma

L’affascinante percorso di due capovaccai, che dalla Nigeria e dal Mali hanno deciso di rientrare nel territorio natìo 

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IL GRANDE VIAGGIO

Gabriele Baldanzi

Sara e Tobia sono due giovani capovaccai nati in cattività, nel 2015, al Centro rapaci minacciati, nel comprensorio dell’Albegna.

Negli ultimi quattro anni hanno vissuto nell’Africa sub sahariana – in una zona tra Niger e Mali – e adesso hanno deciso di far ritorno nel territorio nascita. La notizia è stata diffusa da Guido Ceccolini, uno dei gestori del Cerm, esperto nella riproduzione di questa specie minacciata.

Nel centro si lavora da molti anni per ottenere giovani da liberare in natura allo scopo di rafforzare la popolazione selvatica di questo piccolo avvoltoio che rischia di scomparire dall’Italia.

Mite e utile come spazzino ambientale, fino alla metà del Novecento, il capovaccaio frequentava, durante il periodo primaverile ed estivo, pascoli e pareti rocciose dell’Italia centro-meridionale tirrenica.

Nel 2015, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente, il Cerm ha trasferito Sara e Tobia nel Meridione per favorirne la liberazione.

Sara prese il volo in Puglia il 16 agosto 2015, dopo aver trascorso alcuni giorni di ambientamento nella cavità di una parete rocciosa adeguatamente attrezzata; Tobia venne liberato in Calabria il 7 settembre, dopo un breve soggiorno all’interno di una cassa-nido.

Una decina di giorni dopo iniziò la migrazione verso il Continente Nero. Un viaggio affascinante e pericoloso, seguito costantemente dagli esperti del Cerm mediante dispositivi gps, grazie al supporto della Vcf, la Vulture conservation foundation, alla rete di ornitologi e personale dei carabinieri forestali.

Nel maggio di quest’anno Sara e Tobia sono finalmente tornati in Italia, rispettivamente il 2 e il 19.

«Uno straordinario mistero – spiega Ceccolini – scritto nel loro dna da migliaia di anni. Per il viaggio di ritorno entrambi hanno seguito la rotta più breve per arrivare in Sicilia, rotta che passa per Cap Bon, in Tunisia e viene utilizzata da moltissimi rapaci migratori. Ma la cosa straordinaria è che in Italia Sara ha già percorso oltre 2. 500 km, arrivando a sfiorare proprio il Cerm, in provincia di Grosseto, cioè il luogo di nascita. Non solo. Ha poi ripuntato verso sud, ritornando a volare nei cieli esplorati in gioventù tra Puglia e Basilicata. Tobia, dopo aver sostato nella Sicilia orientale, si è spostato in Calabria, regione che sta esplorando e nella quale fu liberato. Esattamente quello che ci si aspettava: una strabiliante Memoria».

A fine estate i due giovani, seguendo il loro istinto, rientreranno in Africa per tornare negli anni prossimi in Italia, a riprodursi. Tutto questo, ovviamente, se riusciranno a scampare ai tanti pericoli che incombono su di loro, tutti legati ad attività illegali e strutture umane.

«Per aiutare la specie a non scomparire dall’Italia – conclude Ceccolini – vanno adottate una serie di misure sinergiche di protezione, oltre alla riproduzione in cattività e ai rilasci. Per esempio la creazione di carnai, la sorveglianza dei nidi, la regolamentazione dell’arrampicata (ormai selvaggia e senza regole), la lotta al bracconaggio (specialmente nel trapanese) e all’uso dei bocconi avvelenati. È infine auspicabile che gli enti preposti alla conservazione della biodiversità italiana diano attuazione al Piano d’Azione sul capovaccaio (del 2009) del Ministero dell’Ambiente che prevede, tra l’altro, proprio l’allevamento e la liberazione di giovani come azioni basilari per salvare la specie». —

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