Il Tirreno

Grosseto

il punto in un convegno 

Crisi economica e imprese del territorio, per Cna la svolta passa dall’innovazione

Gabriele Baldanzi
Crisi economica e imprese del territorio, per Cna la svolta passa dall’innovazione

Breda, presidente dell’associazione di categoria: «Dobbiamo imparare a creare posti di lavoro in settori inesplorati»

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“Il lavoro in transizione tra diritti e nuove opportunità”. L’altro giorno i protagonisti del mondo economico cittadino si sono dati appuntamento nella sala conferenze di Cna Grosseto. Per oltre due ore si è parlato di come sta cambiando il mondo del lavoro, delle scarse opportunità di crescita della Maremma e degli strumenti a disposizione per invertire l’andamento.

Un incontro pubblico, questo, organizzato a seguito all’assemblea annuale di Cna in occasione degli eventi per il 70° anniversario dalla nascita dell’associazione.

Protagonista della serata è stato il professor Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione Censis, che mancava da Grosseto da 16 anni. «Abbiamo voluto utilizzare il nostro settantesimo compleanno – ha detto in apertura la direttrice di Cna Grosseto, Anna Rita Bramerini – come un’occasione per riflettere sul futuro del territorio, avvalendoci dell’aiuto di esperti». Al fianco della Bramerini e del presidente di Cna e della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda c’erano, oltre a De Rita, la segretaria confederale di Cgil (area contrattazione e mercato del lavoro) Ivana Galli, Gualtiero Fantoni, grossetano, professore associato del dipartimento di ingegneria industriale dell’università di Pisa e Maurizio De Carli, coordinatore del dipartimento relazioni sindacali di Cna nazionale.

La Provincia di Grosseto attraversa ancora una crisi economica forte e una via di uscita, secondo Cna, passa dalla quarta rivoluzione industriale, cioè da idee innovative da applicare a imprese tradizionali. Il caposervizio del Tirreno Emilio Guariglia, nelle vesti di moderatore, ha introdotto gli spunti di riflessione di Bramerini e Breda.

«La quarta rivoluzione industriale non è lontana – ha spiegato Riccardo Breda – e proprio per questo è importante stare dentro i corpi intermedi. La nostra è un Provincia fragile, che vive ancora grandi difficoltà, prima tra tutte la carenza di infrastrutture, materiali e immateriali. Rispetto ad altri territori il Grossetano ha attraversato la crisi più tardi. Siamo dunque lontani dall’uscita e consapevoli delle difficoltà. Associazioni di categoria e sindacati, quindi, hanno condiviso un progetto di sviluppo, così da lanciare un grido di allarme sulla nostra situazione proponendo, nello stesso tempo, idee».

Dal 2008, anno di avvio della crisi, a oggi la Provincia di Grosseto ha perso oltre 10mila posti di lavoro. Attualmente sono oltre 29mila le aziende del territorio, 5.700 delle quali risultano imprese artigiane. «Molte di esse sono over 70 e tante hanno difficoltà ad avere un passaggio generazionale - ha aggiunto Breda - Dobbiamo imparare a creare posti di lavoro, anche in nuovi settori fino ad oggi inesplorati, perché solo così potremo ridurre l’alto tasso di disoccupazione e dare speranza di futuro in questo territorio». La sindacalista Ivana Galli ha denunciato la competizione sull’abbassamento del costo del lavoro e la conseguente precarietà sociale. Maurizio De Carli ha insistito sul ruolo dei corpi intermedi della rappresentanza e sui modelli organizzativi e di impresa. —
 

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