Poste lumaca, è la beffa I suggerimenti di voto arrivano dopo le elezioni
massa marittima. Marcello Giuntini ha vinto le elezioni amministrative di Massa Marittima e per la sua compagine tutto è andato per il meglio; in caso di sconfitta, invece, oggi Sinistra Italiana non prenderebbe con tanta leggerezza il fatto che le molte lettere inviate agli elettori per sollecitare il sostegno a Giuntini siano arrivate con un clamoroso ritardo.
Sì, perché le buste che contenevano il suggerimento di voto, dove Sinistra Italiana invitava gli elettori a votare il candidato Giuntini, sono arrivate quando ormai era inutile che arrivassero.
Giorgio Galeotti, segretario di Sinistra Italiana, ha inviato le lettere il 12 maggio: era sicuro che con quindici giorni di anticipo rispetto alla data delle votazioni, ovvero il 26 maggio, avrebbero sortito il loro effetto. Si sbagliava. Galeotti non aveva fatto i conti con il servizio di Poste Italiane, che da molti mesi ormai, complice una riorganizzazione del sistema di consegna, sta subendo non pochi ritardi.
Le lettere sono arrivate alla spicciolata durante la settimana appena trascorsa, vanificando quindi l’intento di Sinistra Italiana che, con Roberto Stefanelli, candidato al consiglio comunale nella lista di Giuntini, aveva la sua quota all’interno della lista. «Abbiamo fatto i nostri conti – spiega Galeotti – e con quello che ci sembrava essere un largo anticipo, abbiamo inviato un cospicuo numero di lettere, invitando gli elettori a dare la preferenza a Giuntini visto che avevamo aderito al suo programma».
La vicenda ha poi preso una sfumatura tragicomica che Galeotti ha voluto affrontare con sportività, senza però dimenticare un fondo di amarezza: «Il problema è generale – dice Stefanelli – sento molto spesso persone lamentarsi di questo disservizio. Ovviamente non ce la prendiamo con i postini che sono l’ultimo anello della catena ma così non si può andare avanti».
Per inviare le lettere sono state spese diverse centinaia di euro e il fatto che il messaggio inviato non sia arrivato tra le mani degli elettori in tempo utile ha ovviamente sconfortato i componenti del partito. Un lasso di tempo per ricevere la posta di «Quindici, venti giorni ma anche di più, è veramente un problema – conclude Galeotti – non solo per noi ma anche per tutte le persone che aspettano le bollette e che sempre più spesso si trovano a doverle pagare in ritardo rischiando la mora o peggio». —
Giulia Sili
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