Meteo
Lite per la fidanzata, condannato a 5 anni per tentato omicidio
ORBETELLO. Tutto sarebbe cominciato dalle offese comparse su Facebook, per quei commenti volgari indirizzati alla fidanzata dall’imputato. Offese ripetute anche quel giorno quando la coppia era arrivata al bar. Così sarebbe avvenuto il primo scontro: il giovane moldavo aveva spiegato di essere stato picchiato. Poi le parti si erano separate. Ma dopo pochissimi minuti ci sarebbe stato un ritorno di fiamma. E un accoltellamento, con conseguenze molto gravi per la vittima.
Per questo fatto di sangue avvenuto il 1° ottobre 2013 a Orbetello, un romeno di 37 anni è stato condannato per tentato omicidio a 5 anni di reclusione. Per lui, Doro Rauta, il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna aveva sollecitato 7 anni e 9 mesi, considerando anche reati che sono stati poi esclusi dal collegio (Giovanni Puliatti, Giovanni Muscogiuri, Andrea Stramenga): era stati contestati anche il porto del coltello (fatto adesso ritenuto estinto per prescrizione) nonché la ricettazione di documenti di identità e carte di credito intestati a una donna, che ne aveva denunciato il furto insieme ad altri oggetti qualche mese prima (il reato è stato riqualificato in appropriazione di cose smarrite ed è intervenuta l’assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato). Rauta, cui sono stati inflitti il pagamento delle spese di custodia in carcere nonché l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, dovrà anche risarcire la vittima, Victor Solomitchi, moldavo di 26 anni, costituitosi parte civile con l’avvocato Roberto Cerboni: intanto con una provvisionale da 5mila euro, al resto penserà il giudice civile.
Il difensore, l’avvocata Paola Conti, si è spesa a lungo per dimostrare l’innocenza del proprio assistito (che era assente e che non si era presentato per farsi interrogare - all’epoca era stato sottoposto a provvedimento di fermo): era stata tra l’altro sollecitata l’assoluzione perché si sarebbe trattato di legittima difesa. Sostenuta (e poi accolta) la tesi dello smarrimento e non del furto di documenti e oggetti.
Le motivazioni saranno depositate entro tre mesi. Secondo l’imputazione, Solomitchi sarebbe stato colpito con un’arma da taglio all’addome (ferita larga due e profonda 7, fu necessario un intervento chirurgico) tale da comportare 25 giorni di guarigione. Rauta avrebbe cercato di colpirlo di nuovo gridando «ti ammazzo, ti taglio, ti sgozzo». Con l’aggravante dei futili motivi (la sentenza ha ritenuto prevalenti le attenuanti generiche) per il diverbio nato dai commenti su Facebook. —
Pierluigi Sposato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google