Il presidio
Agricoltore di 69 anni truffato con il trucco dello specchietto
L’automobilista cade nel raggiro di uno sconosciuto e sborsa 50 euro «Non mi vergogno a raccontarlo: voglio che gli altri sappiano e stiano attenti»
«Mi hai rotto lo specchietto, dammi i soldi». È la tipica frase della “truffa dello specchietto”. Ieri mattina ne è stata vittima un agricoltore di San Donato, Denis Zauli di 69 anni, mentre percorreva la strada provinciale della Parrina all’altezza di un bar.
«Sono passato davanti al locale e per via delle macchine parcheggiate su entrambi i lati della strada, mi sono spostato verso il centro della carreggiata. Ho sentito un rumore e ho pensato fosse stato provocato dalla bottiglia dell’acqua che avevo sul sedile. Ho imboccato la strada regionale 74 in direzione Albinia, in tutta tranquillità. Arrivato all’altezza di un negozio di forniture edili, ho visto una macchina che mi faceva i segnali con i fari. Mi sono fermato davanti al cancello mentre dall’altra auto un uomo mi ha detto che l’avevo urtato rompendogli il vetro dello specchietto».
Zauli è stato preso in contropiede. Ha ripensato al rumore, ha visto il vetro dello specchietto rotto e un rigo nero sulla fiancata della propria vettura. L’altro conducente – che non è mai sceso dall’auto – gli ha fatto notare di aver subito circa 170 euro di danno. Zauli ha contestato il valore del danno e ha invitato l’uomo a fare una constatazione amichevole.
«L’automobilista ha iniziato a dire che non era del posto e che se gli avessi dato 100 euro avrebbe riparato il danno e che non era il caso di mettere in mezzo le assicurazioni. Ho fatto notare che il vetro dello specchietto valeva sì o no 20 euro, cifra che all’inizio gli volevo dare».
Insomma una contrattazione che alla fine Zauli ha accettato prelevando dal portafoglio 50 euro. «Col senno di poi capisco che sono stato uno sciocco ma – continua – dovevo andare al lavoro, questa persona non mi si allontanava di torno e allora ho pagato».
Ovviamente l’uomo, sui 35 anni, con un accento laziale e al volante di una Mercedes nera, non appena ha avuto i soldi è scappato via.
Quando Zauli è rimasto solo ha capito che nella ricostruzione c’era qualcosa che non andava: il rigo nero sulla fiancata era fatto col pennarello, veniva via se strusciato con la mano, ma ormai era troppo tardi. L’uomo riferisce di aver segnalato il tutto ai carabinieri di Orbetello fornendo anche una descrizione della macchina e del conducente.
«Non mi vergogno a dire quello che mi è successo – conclude – anzi, voglio che lo si sappia affinché altre persone non cadano, come ho fatto io, nel tranello».
Nella zona la truffa dello specchietto è ormai un classico e alcuni automobilisti, purtroppo, sono caduti nella rete così come è successo a Denis Zauli. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
