Variante Casalone I tecnici accendono il semaforo rosso e i tempi si allungano
La documentazione presentata non basta, serve una Vas Rischia di chiudersi la finestra di deroga alla legge regionale
Altolà. I tecnici stoppano la proposta di variante al regolamento urbanistico che chiede alla giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna di trasformare in edificabili i terreni agricoli che furono del marchese Giovanfrancesco Rosselli del Turco: 169mila mq di area verde vincolata tra via Sordi e il tracciato ferroviario a sud della città, siamo al Casalone. E i tempi si dilatano: con la Spada di Damocle che si chiuda la “finestra” temporale aperta dalla Regione per andare in deroga alla legge urbanistica toscana – la n. 65 del 2014 – che impedisce di costruire appartamenti fuori dal margine urbano.
la variante in stanby
Avanzata all’Amministrazione comunale il 25 settembre dai commercialisti grossetani Lio e Federico Moscatelli – presumibilmente “per conto di” – la proposta di variante non può procedere speditamente ma deve essere assoggettata a “valutazione ambientale strategica” (Vas). Significa che è necessario approfondire se e quanto l’intervento previsto – un complesso residenziale per 20mila mq di superficie edificabile, secondo la scheda tecnica predisposta dagli uffici comunali, per un insediamento di 817 abitanti virtuali – abbia effetti in termini di rischio geologico, emissioni da traffico, consumo di suolo...
architetti, non politici
Così il 20 maggio ha deciso la Commissione tecnica di Vas, composta da architetti e geometri – dipendenti comunali e professionisti esterni – esprimendo all’unanimità un provvedimento di verifica – frutto di un giudizio “tecnico”, non politico – dopo aver sottoposto i documenti ricevuti dal Comune al parere dei soggetti Sca – Regione, Arpat... – che sono competenti a esprimersi sugli effetti dell’intervento, e che hanno dato il loro apporto.
i “rimproveri”
Il contributo più significativo è quello dei tecnici della Regione. Tra altre sottolineature, gli esperti toscani mettono in evidenza che: le valutazioni degli effetti contenute nel “documento preliminare”, cioè nella documentazione inviata dal Comune, risultano «parziali, in quanto limitate alla sola area oggetto dell’intervento e non comprensive degli effetti cumulativi» sulla viabilità limitrofa, per esempio, e sugli insediamenti che già ci sono. Secondo: i documenti forniti dal Comune non bastano per valutare «il rischio idraulico» e «la pericolosità geomorfologica»: bisogna approfondire. Terzo: i tecnici della Regione “rimbrottano” l’Amministrazione Vivarelli Colonna su un fronte già battuto dall’opposizione politica, a partire da Pd e Lista Mascagni; e sottolineano che, dato che il Comune sta avviando la revisione del regolamento urbanistico in scadenza che porterà al nuovo piano operativo, «sarebbe stato opportuno valutare le nuove previsioni in questo ambito», non dunque adesso con lo strumento della variante, non ora in zona Cesarini.
il pericolo
A questo punto servono approfondimenti. Il Comune dovrà inviare un rapporto ambientale, i soggetti Sca dovranno nuovamente dare un contributo e la Commissione di Vas tirare le fila e esprimersi ancora. Si tratta di un processo che richiederà alcuni mesi: e scade a fine novembre la finestra temporale concessa dalla Regione ai Comuni per andare in deroga alla legge 65/2014 che, tra le altre prescrizioni, stabilisce che fuori dal margine urbano (via Sordi parrebbe fuori) non si possono costruire appartamenti. Poi c’è la scelta politica: l’assessore Fabrizio Rossi porterà nel prossimo consiglio comunale la Variante Casalone per l’adozione, nonostante sia in standby perché assoggettata a Vas? Vedremo. —
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