Il presidio
Rivolta contro le parole del consigliere leghista che definisce "terroristi e travestiti" gli esponenti del centrosinistra
La “sfuriata” di Azzi su Facebook continua a far discutere. Politici e cittadini: "La frase offende almeno il 50 per cento dei follonichesi"
FOLLONICA. Non sono passate inosservate le parole del neoconsigliere della Lega Roberto Azzi che martedì, in un post pubblicato su Facebook, ha definito «terroristi, travestiti, prostitute e porno dive» la classe politica della sinistra, la stessa che domenica scorsa ha vinto le elezioni a Follonica.
Un post che ha subito portato il segretario provinciale Pd Domenico Ariganello a chiedere le dimissioni del consigliere. Ad intervenire sulla questione è stata anche una follonichese che si è rivolta alla redazione del Tirreno per manifestare la sua indignazione nei confronti dei termini usati da Azzi: «Credo di avere un senso di cittadinanza vivo e pieno, gli altri sono il mio prossimo e nel mio fondamento di etica è prioritario il portare rispetto – ha scritto Beatrice Bonetti in una lunga lettera indirizzata alla redazione del Tirreno – Definire i vincitori delle elezioni “terroristi, travestiti, prostitute e porno dive” è proprio sintomatico dell’espressione di un partito il cui leader dopo aver giurato sulla Costituzione, alla vigilia della Liberazione, dichiarò che non aveva motivo di celebrare proprio nulla. Cosa aspettarsi, dunque?».
E Bonetti continua: «La mia è una reazione del tutto personale, non mi porto dietro seguaci o bandiere, ma affermo decisamente che il dottor Azzi, con le sue espressioni, ha offeso certamente quanti si sono candidati (tra questi, anche mia figlia: mi risulta che sia una giovane insegnante e non prostituta o porno diva) e quanti tra loro che sono stati scelti dai concittadini.
Non solo: ha offeso il 50% dei cittadini follonichesi, come se l’elettore che ha scelto il sindaco Andrea Benini avesse una naturale propensione all’illegalità, al malaffare, al mal costume». «Forse – conclude la follonichese – il dottor Azzi avrebbe dovuto ascoltare la lettera che alcuni allievi di IV elementare hanno consegnato ad Andrea Benini e che terminava con queste parole: vorremmo che all’ingresso della nostra città ci fosse una persona che desse il benvenuto a tutti e li accogliesse con un sorriso. Ad Azzi auguro di saper scegliere tra un attacco villano e offensivo e un rispettoso sorriso».
Il consigliere ieri ha commentato così la sua uscita tanto criticata: «Sono estremamente rammaricato che un post a difesa di alcune candidature della mia lista sia stato volutamente travisato – ha detto Azzi – Un post critico che si riferiva ad alcune figure che, nel passato, hanno occupato gli scranni della politica nazionale e non certo ad avversari politici follonichesi. Il mio post, a difesa dei miei candidati – continua Azzi – richiamava il comportamento a senso unico della sinistra che fa la morale in casa altrui senza vedere nel passato chi è stato candidato eletto a livello nazionale nelle sue file».
Il consigliere dice di essersi sentito attaccato: «Al termine di tutta questa polemica, creata ad arte per dire che la Lega è brutta e cattiva, forse perché il risultato delle Europee ha dato una risposta chiara su cosa i follonichesi pensino di certe tematiche e probabilmente tutto ciò spaventa il centrosinistra anche in ottica futura.
Si è dunque voluto attaccare la mia persona e il ruolo che ricopro. E mi stupisce che a farmi la morale sia il segretario provinciale del Pd Gesuè Ariganello – conclude Azzi – che, dall’alto delle sue 80 preferenze e dal non ingresso in consiglio, anziché riflettere sul rassegnare o meno le dimissioni dall’incarico nel suo partito, si affretta a gettare fango su chi gode della fiducia di quasi 300 follonichesi». —
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