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L'elisoccorso Pegaso festeggia 20 anni di voli degli angeli rossi

Gabriele Baldanzi
Le scolaresche salutano l'elicottero di soccorso sanitario Pegaso 2 mentre si alza in volo dalla piazzola dell'ospedale Misericordia di Grosseto (foto Agenzia Bf)
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Le scolaresche salutano l'elicottero di soccorso sanitario Pegaso 2 mentre si alza in volo dalla piazzola dell'ospedale Misericordia di Grosseto (foto Agenzia Bf)

Un impegno senza sosta per salvare vite in condizioni estreme

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 GROSSETO. Una giornata evento per celebrare i 20 anni dell’elisoccorso Pegaso, per fare il punto delle missioni (oltre 10mila), dei pazienti soccorsi (circa 9mila), delle ore volate (11.136 dal 1999 a oggi). Decine di numeri e considerazioni per rappresentare l’importanza di questo servizio, eccellenza assoluta a livello nazionale. A Grosseto l’elicottero giallo del 118 costituisce dal 1999 un valore aggiunto per la sanità locale, in termini di tempestività, professionalità, qualità delle cure ed efficienza dell’assistenza.

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Ieri, per dare il giusto merito agli operatori, per ricordare chi non c’è più, c’era il direttore generale Antonio D’Urso con i vertici dell’Azienda. «Il sistema di emergenza-urgenza – ha esordito D’Urso – è il perno essenziale della gestione del modello clinico-assistenziale toscano, che mira alla qualità, alla sicurezza e all’equità. Sono stati vent’anni di esperienza continuamente alimentata dalla spinta all’innovazione, per rispondere al meglio ai diversi bisogni dei cittadini, nei modi e nei tempi più appropriati. Un sistema che, secondo i dati dell’Agenzia nazionale di sanità, vanta tempi di intervento tra i migliori d’Italia e in continuo miglioramento. Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla flessibilità e all’approccio professionale e multidisciplinare degli operatori, capaci di rispondere alle esigenze di un territorio estremamente vasto e difficile».

Come ha spiegato il capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras (che sostituiva l’assessore alla sanità Stefania Saccardi) «l’elisoccorso si associa a parole come sicurezza, competenza e lavoro di squadra, caratteristiche che hanno fatto la differenza e hanno permesso di salvare centinaia di vite». Marras ha ringraziato la squadra dell’elisoccorso, il personale medico e infermieristico, «chiunque, in questi 20 anni, ha contribuito a migliorare l’attività della base, in quantità e qualità».

Un dato per tutti: nel 2001 le missioni furono 380 in un anno (più o meno una al giorno), l’anno scorso sono state 1.049, oltre ottanta voli al mese. I territori di competenza specifica della base di Grosseto sono rappresentati dalle tre province dell’Aslona (Grosseto, Siena e Arezzo), ma anche da ambiti del Livornese e del Pisano. La capacità operativa è comunque estesa a qualsiasi punto del territorio regionale, potendo intervenire anche in ambienti ostili, come per esempio nell’arco appenninico.

Da sempre, poi, una prerogativa dell’elicottero di Grosseto è la competenza sulle isole dell’Arcipelago Toscano, che richiede un ulteriore impegno di intervento per gli equipaggi del Pegaso. L’elicottero in uso a Grosseto, il Pegaso 2, è un “Agusta Leonardo Aw 139”, dotato di verricello e galleggianti di emergenza, operativo per il soccorso su isole, boschi e aree montuose. L’elicottero è pronto al decollo in cinque minuti di giorno e in 20 di notte, garantisce interventi sul luogo di un trauma o dove si manifesta un’altra patologia acuta) o su luoghi secondari (ossia trasferimenti urgenti da ospedale a ospedale).

«I dati presentati – ha aggiunto il responsabile dell’elisoccorso di Grosseto, Stefano Barbadori – dimostrano i risultati positivi del servizio, ma oggi ritengo che sia importante, al di là dei numeri, raccontare la storia di un impegno costante da parte di donne e uomini che hanno dedicato la loro professionalità all’evoluzione del sistema di emergenza – urgenza».

C’è un “filo rosso” (anzi, una tuta rossa) che collega il primo volo del Pegaso e il solenne compleanno celebrato ieri. Ha un nome, un cognome e un volto: Robusto Biagioni. C’era nel 1999 al fianco di David Corsi, allora direttore del 118, è stato il primo a ri-volare dopo gli incidenti; e oggi, a 60 anni suonati, lo troviamo ancora operativo. L’evoluzione culturale e professionale dell’elisoccorso è passata soprattutto dalla sua esperienza sul campo, dall’eccellente feeling con i medici e con il capo degli infermieri volanti, Vanni Pastorelli. I traguardi raggiunti da Pegaso sono ragguardevoli, ma gli angeli in tuta rossa, si sa, non si fermeranno di fronte alle sfide della medicina moderna. –

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