Italia
Il capodoglio spiaggiato aspettava lo smaltimento Il mare se l’è riportato via
Si era spiaggiato sul litorale e aspettava lo smaltimento, ma una mareggiata se l’è riportato via. Ondeggia di nuovo in acqua il capodoglio morto la cui carcassa era finita domenica sulla battigia di Collelungo, a sud di Marina di Alberese. Il cetaceo, lungo 11 metri e verosimilmente maschio, era stato avvistato domenica mattina dal campione di pesca in apnea Marco Bardi, che era in barca al largo dell’Argentario. Il capodoglio, in avanzatissimo stato di decomposizione e morto forse da circa 1 mese, galleggiava a 1 miglio della costa. Lo stesso giorno le correnti l’hanno spinto dall’Argentario ad Alberese dove l’Ente Parco ha avviato le procedure per la rimozione e lo smaltimento della carcassa. Il capodoglio doveva esser portato via mercoledì mattina, «ma quando la ditta – spiega Venturi – è andata in spiaggia per avviare le operazioni, del cetaceo non c’era più traccia. Era finito di nuovo in acqua per via di una mareggiata che la notte aveva colpito la costa». È stata ricontattata la Capitaneria; da terra i guardiaparco hanno avvistato l’esemplare in acqua a 150 metri dalla costa. Chissà dove le correnti lo porteranno adesso, dove andrà a spiaggiarsi. La sua massa è informe e irriconoscibile: solo i resti della mandibola hanno permesso di identificarlo. Ma impossibile fare un’autopsia. Il pensiero va alle plastiche, che in altre zone d’Italia hanno ucciso altri capodogli, ma in questo caso - dice Venturi - «è stata trovata una porzione di stomaco dentro cui c’erano residui di piccoli pesci, e non è emersa alcuna traccia di plastica». Non sarebbe questa la causa della morte, insomma. E allora sarà fondamentale capire se si tratti di morte naturale, o qualcos’altro abbia ucciso il cetaceo. —
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