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Debora è a Padova per gli accertamenti in vista del trapianto

Giulia Sili
Debora è a Padova per gli accertamenti in vista del trapianto

Ha cinquant’anni e soffre di una malattia rarissima In tanti si sono mobilitati per aiutarla a sostenere le spese

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Prima Pisa, dove per lungo tempo è stato seguito il suo caso, e da ieri Padova, dove resterà una settimana per tutti gli accertamenti del caso in vista del tanto atteso trapianto di polmoni: Debora Miceli, la follonichese affetta da Fibroelastosi Granulomatosa, è sempre più vicina al suo obiettivo.

La donna è affetta da una gravissima e rarissima malattia ai polmoni, tanto rara che lei è l’unica al mondo ad esserne affetta. Per lei in tanti hanno scelto di fare una donazione proprio per permettere alla donna di dedicarsi completamente al suo recupero senza doversi preoccupare dei soldi. Il trapianto è ovviamente gratuito in Italia ma l’operazione ha comunque un costo per la cinquantenne che per via dell’operazione dovrà stare lontana dal lavoro, dovrà curarsi, spostarsi fino a Padova e pensare al figlio dodicenne che studia a Follonica. Lei stessa ha attivato una raccolta fondi tramite un crowdfunding che le ha permesso di ricevere circa 4 mila euro. Altre donazioni sono poi arrivate dalla raccolta fatta a Massa Marittima, luogo dove Debora ha lavorato a lungo, e dove Mirio Vichi, tramite una semplice scatola appoggiata sul bancone della sua attività, ha sensibilizzato la cittadinanza. Vichi in questo modo è riuscito a raccogliere circa 1.500 euro.

La malattia di Debora non lascia scampo e non si può fare a meno del trapianto: «Detto in parole povere – spiega – il polmone si cicatrizza finché non si chiudono gli alveoli polmonari e non si respira più». Debora da vent’anni vive a Follonica, gestisce una casa vacanze e cresce un bambino che oggi ha dodici anni. Da sola però non riesce più a sostenere tutto e proprio per questo motivo ha deciso di uscire allo scoperto e parlare della sua malattia: lo ha fatto perché i soldi per i viaggi, per le medicine e per le visite non le bastano più. Grazie alla solidarietà di molti Debora potrà dedicarsi con più tranquillità alla sua vita. Padova è la speranza alla quale guarda con un gran sorriso: «Mio figlio è felice come me, sa che avrà una mamma nuova che potrà rifare tutto come prima» dice. —

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