Il Tirreno

Grosseto

A Capalbio vince Bianciardi, l'outsider ex uomo Pd

Giovanna Mezzana e Ivana Agostini
Settimio Bianciardi festeggiato dai suoi supporter poco dopo la fine dello scrutinio (Foto Enzo Russo)
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Settimio Bianciardi festeggiato dai suoi supporter poco dopo la fine dello scrutinio (Foto Enzo Russo)

Nel piccolo comune più a sud della costa toscana la Lega incassa il 47,2% alle Europee ma viene eletto sindaco il candidato civico per eccellenza. "Va da sè che qualche leghista mi avrà pure votato, ma io non ho fatto accordi con nessuno".

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CAPALBIO. Alle elezioni europee la Lega incassa a Capalbio il 47,2 per cento, ma la poltrona di primo cittadino va a Settimio Bianciardi, il candidato civico per eccellenza che in campagna elettorale non ha voluto alcun appoggio partitico o apprezzamento politico: nè da sinistra - pur essendo lui un uomo ex Pd - né tantomeno da destra. 

Il giorno dopo la proclamazione, Bianciardi libera il campo da equivoci e chiarisce le idee a chi - a livello nazionale, stampa e tv - sostiene che nella Piccola Atene, considerata (a torto o a ragione) il feudo di una sinistra un po' radical chic (o di quel che di essa rimane),  abbia vinto il Carroccio. «Ha vinto una lista civica» dice il neo sindaco di Capalbio che rivendica con forza la vittoria del suo civismo e di quello dei componenti la sua lista.

«Ogni  membro  -  dice - non ha in tasca nessuna tessera di partito». Anzi, c'è di più, ovvero il criterio con cui sono stati prescelti. «Non avere tessere era la condizione perché facessero parte della mia squadra». Bianciardi, insomma, di imprimatur politici - o bollature, che dir si voglia,  non ne vuole.

Certo, l'outsider non nasconde il suo passato nel Pd - «Sono sei anni che non ho più la tessera del Partito Democratico», aveva esordito il giorno della presentazione della sua candidatura -  ma attualmente non ha tessere o colori.

Poi Bianciardi passa all'analisi del voto: se a Capalbio la Lega di Matteo Salvini ha agguantato per i seggi europei più del 47 per cento, va da sè che ci siano stati elettori capalbiesi che per l'Ue hanno votato il Carroccio e per la poltrona di sindaco lui, il civico, l'uomo nè di destra nè (ormai più) di sinistra.

Nel segreto dell'urna c'è chi - a distanza di qualche secondo tra una "x" e l'altra - ha dato una preferenza per mandare in Europa un leghista e per avere Bianciardi sindaco del borgo mignon 

E se ce ne fosse ulteriore necessità, e per chetare eventuali malpensanti, Bianciardi ribadisce ancora: «Non c'erano accordi con nessuno», nè sotto la luce del sole, nè sottobanco. Nè con la Lega - che aveva dato il suo apprezzamento esterno al candidato Valerio Lanzillo, civico pure lui, talmente civico da aver avuto il coraggio di smentire il post Facebook di Salvini che lo voleva leghista  - nè con il Pd, che aveva il proprio candidato, Marco Donati, segretario dell'Unione comunale del Partito Democratico capalbiese.

Bianciardi ("Adesso per Capalbio) ha vinto con 933 voti, il 36,29% e 8 seggi per il consiglio comunale. Donati ("Vivere Capalbio") ha ottenuto 844 voti, il 32,83% e 2 seggi per il consiglio comunale; Lanzillo ("La nostra capalbio") ha portato a casa 794 voti, il 30,88% e due seggi per l'assise cittadina.

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