L’emozione, la musica e i colori del mare Francesco vivrà nel graffito degli amici
Il giovane morì nel 2017. Gli ex compagni non lo dimenticano, e a Orbetello gli dedicano un’opera nel cortile della scuola
l’amore È eterno
Il graffito sulla parete è un tripudio di colori. Ci sono il giallo, l’azzurro del mare; il gozzo della Fortezza, il rione e i personaggi che lui amava, le note della musica, il pianoforte che lui suonava. E poi una parola - “Scomar24” - che evoca il suo nome: Francesco Maria Visconti viveva a Porto Santo Stefano ed è morto nel luglio 2017, ucciso da un’arma da fuoco. Aveva solo 17 anni.
Ieri mattina a Orbetello i ragazzi della ex quinta del Liceo scientifico Dante Alighieri hanno voluto omaggiare la memoria del loro compagno, al quale erano legatissimi: un modo per rendere palpabile il legame viscerale che li univa, per far capire che non lo dimenticheranno mai.
La tragedia sconvolse la comunità in cui Francesco Maria viveva e gettò nella disperazione anche loro, compagni di scuola e amici. Rielaborare il lutto non è stato facile: ci sono voluti mesi e mesi. Quel banco vuoto all’interno della classe è stato qualcosa terribile da accettare, ma i ragazzi hanno infinite risorse e così, dopo il diploma e quando hanno imboccato ognuno la propria strada, hanno deciso di ricordare in un modo speciale il loro amico.
L’hanno fatto nel modo più appropriato e consono ai giovani e in un modo che lo stesso Francesco avrebbe amato, data la sua passione per il disegno: dipingere per lui un murale che lo ricordasse per sempre, o quantomeno nel più lungo tempo possibile. Si sono organizzati, hanno dato il via a una raccolta fondi all’interno della scuola, hanno ideato insieme all’artista Marco Milaneschi un bozzetto e l’hanno fatto diventare realtà.
Ieri quel murale dipinto sulla parete esterna del liceo Dante Alighieri è stato inaugurato alla presenza degli studenti, del dirigente scolastico Enzo Sbrolli, degli insegnanti, dei familiari, della vicesindaca di Orbetello Chiara Piccini, del senatore e consigliere Roberto Berardi e soprattutto dei compagni di Francesco. Loro erano lì, davanti a quella parere, tutti insieme e uno accanto all’altro, come a volerlo abbracciare ancora una volta. Commossi.
Gli occhi si sono velati dalle lacrime quando Sbrolli ha iniziato a parlare.
«Questi ragazzi hanno vissuto momenti terribili – ha detto - Hanno affrontato un dramma dal quale riemergere non è stato facile. Hanno però fatto qualcosa di unico per ricordare il loro compagno». «Sono qui con la fascia da sindaco perché voglio onorare la memoria di Francesco e rendergli omaggio nel migliore dei modi», ha raccontato anche Piccini. «Finché uno solo di noi lo ricorderà, lui vivrà», commenta Berardi. È stata Costanza Menchetti, compagna di Francesco, a chiedere ai suoi amici di allontanarsi dal graffito per poterlo spiegare e mostrare bene a tutti. «Questo dipinto rappresenta quello che era Francesco. Lo possiamo ritrovare in ogni dettaglio. Tutto parla di lui», ha detto. Sul murale campeggia una scritta, “Scomar 24” . «Era il suo nickname su Instagram – ha detto Costanza –. Ce l’aveva spiegato lui, “Sco” erano le lettere finali del suo nome. “Mar” quelle iniziali di Maria. Il 24 non abbiamo mai capito cosa volesse dire. La cosa che amo di più – ha continuato – è quell’uomo che è disegnato mentre è seduto sullo scoglio e guarda il mare. Per me è lui che ci guarda...».
Anche Matteo Chiello era un compagno di classe di Francesco. «Lo ricordo a scuola di musica. Non lo dimenticherò mai». Lide Carli è la nonna materna. Aveva gli occhi gonfi di lacrime, ieri, e con un filo di voce ha ringraziato tutti i ragazzi che hanno onorato suo nipote. Giada Amato, Benedetta Arpino, Marta Tomassini e Elena Zizi, alcune compagne di classe, erano commosse: «Lo conoscevo da quando ero bambina. Io studiavo canto, lui musica – ha raccontato Marta – Ci siamo frequentati, uscivamo a fare piccole commissioni. Mi manca tutto». Benedetta era invece «la sua amica dei segreti: mi aveva apostrofato così il primo giorno che mi ha visto e così è stato». «Era un ragazzo diretto. Diceva quello che pensava ma nessuno di noi si offendeva perché lo diceva in un modo particolare. Eravamo simili», ha detto Giada. E anche per Elena lui era un ragazzo unico.
Francesco non c’è più, ma com’è scritto sul murale «The show must go on». E l’amore per lui: anche quello continuerà per sempre. —
Ivana Agostini
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