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Carcere all’ex Ansaldo Questione in consiglio Dubbi e anticipazioni

Francesca Ferri
Carcere all’ex Ansaldo Questione in consiglio Dubbi e anticipazioni

Il centrosinistra chiede rassicurazioni sulla conversione Ceccherini: «Ho visto il progetto, sarà all’avanguardia»

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Dopo il sollievo iniziale, gli applausi e i proclami, sorge un dubbio. Se, come annunciato nei giorni scorsi dopo il secondo incontro convocato dalla prefettura, per il carcere di via Saffi è stata scongiurata la chiusura al 30 giugno (come previsto a marzo dal ministero) in attesa che sia pronta una nuova struttura, quali documenti ha il Comune che attestino la scelta del trasferimento all’ex caserma Barbetti – Ansaldo in via Senese? E quanto si dovrà aspettare?

Le domande le ha sollevate venerdì mattina in consiglio comunale il consigliere del Pd Marco Di Giacomo che ha presentato, con il capogruppo della lista Mascagni sindaco Carlo De Martis, un ordine del giorno contro la soppressione del carcere.

Un odg «inutile», lo ha definito il consigliere e parlamentare della Lega Mario Lolini, visto che, ha ricordato, «gli organi tecnici hanno detto che non chiuderanno via Saffi finché non ci sarà il nuovo carcere in via Senese».

Eppure Di Giacopo ha fatto notare che ad oggi non esiste alcun atto ufficiale che assicuri che l’ex Ansaldo sarà riconvertita a carcere.

L’altra consigliera comunale che siede in Parlamento, Elisabetta Ripani (Forza Italia), ha rassicurato che il sopralluogo fatto all’ex caserma a inizio maggio da rappresentanti, tra gli altri, del Dipartimento amministrazione penitenziaria e della Difesa, è già di per sé un segno che l’adeguamento della struttura a carcere è deciso. «Mi dicono – ha spiegato Ripani – che i tempi di realizzazione dovrebbero essere abbastanza rapidi. Si potrebbe procedere per lotti. La cosa più complicata è fare la recinzione perché l’area è molto grande».

Il consigliere Bruno Ceccherini (Fdi), che ha partecipato al tavolo prefettizio per conto del Comune e della Provincia, è sceso in dettagli. «Ho visto il progetto di massima – ha spiegato – C’è una parte edilizia dove, con pochi accorgimenti, potrebbero essere ospitati gli uffici. E c’è un primo lotto per il carcere vero e proprio. Confermo anche che si procederà per lotti e che le spese sono comprimibili». E c’è di più. «Il ministero – ha detto Ceccherini – ha scelto il futuro carcere di Grosseto, insieme a quello di Bagnoli a Napoli che sarà ristrutturato, come struttura all’avanguardia con standard moderni. Saranno gli unici due in Italia».

Eppure l’esigenza di fare chiarezza c’è e non solo nel centrosinistra. Il consigliere di CasaPound Gino Tornusciolo è scettico: «Conosco quella zona, ci sono capannoni con l’eternit, andrebbe sdraiato tutto e rifatto. Con il risultato che ci terremo il carcere di via Saffi per altri vent’anni». —

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