Italia
Scontro Grosseto-Siena Fabio Bellacchi in bilico per la presidenza
GROSSETO. Si saprà solo oggi se Fabio Bellacchi (nella foto) verrà riconfermato presidente del Consorzio di bonifica grossetano-senese, oppure se si andrà a un inatteso commissariamento. Rispetto a una settimana fa, quando Bellacchi fu votato quasi all’unanimità, è cambiato lo scenario; gli appoggi di associazioni e politica si sarebbero nel frattempo assottigliati. Venerdì scorso Bellacchi – con la sola astensione del consigliere destrorso Riccardo Albanesi, leader di Nuova Bonifica – era stato rinominato, per l’ennesima volta, presidente del consorzio. Una scelta tornata, però in discussione nel momento in cui la procedura di nomina dell’ufficio di presidenza non si era conclusa per contrasti tra la componente senese e quella grossetana sul nome del vicepresidente. Le norme prevedono un’unica delibera. La seduta era stata sospesa e riprenderà oggi.
Il ruolo di vice-Bellacchi, ricoperto fino a oggi da Mauro Ciani, direttore di Confartigianato Grosseto, avrebbe dovuto essere occupato dall’ex assessora regionale Annarita Bramerini, direttore di Cna. All’ultimo minuto, invece, è saltato l’accordo per una questione politico geografica, con i consiglieri senesi che hanno fatto pesare la loro appartenenza e il fatto che fino a oggi la Maremma avesse spadroneggiato nelle posizioni chiave: presidente, vice, direttore.
A dire il vero anche a Grosseto, già da un paio di settimane, a seguito del risultato elettorale maturato a inizio aprile (ma non solo), si registravano mal di pancia per la “bulimia” mostrata da Cna. Non è piaciuto, per esempio, che in assemblea, come membro espressione della Regione, sia stato scelto l’ex assessore provinciale Fernando Pianigiani, pensionato di Cna e molto vicino al presidente Riccardo Breda e a Bramerini. Così come in quota Bramerini è considerato il direttore Fabio Zappalorti.
Insomma, alla fine si è giunti a un doppio corto circuito: geografico, ma anche politico. E a farne le spese potrebbe ora essere Bellacchi.
In verità per il sindaco di Siena e per altri amministratori senesi il problema non è Bellacchi (con cui c’è un buon rapporto), ma semmai il sistema consolidato di privilegiare la Maremma su ogni fronte. Nasce da qui l’esplicita richiesta della vicepresidenza per Gabriele Carapelli, segretario generale della Confartigianato di Siena.
Una situazione che assomiglia a quella di Acquedotto del Fiora, dove nella ricerca di un’intesa politica su ruoli di vertice contesi, alla contrapposizione centrodestra e centrosinistra si aggiunge quella della geografia, trasversale alla politica. — G.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google