Il presidio
Lupi e predazioni Gli impegni dei candidati al comitato dei Pastori
arcidosso. Il comitato Pastori d’Italia ha incontrato ad Arcidosso alcuni candidati sindaco, amministratori, politici, associazioni e cacciatori. Una mattinata per fare il punto sulla questione predatori e tastare il polso ai futuri sindaci sulle azioni da mettere in campo.
«Sono contento dell’iniziativa – commenta Giacomo Franceschelli che a nome del comitato ha organizzato l’evento – perché a tutti i futuri sindaci abbiamo detto che sta a loro fare muro per tutelare il territorio e portare la questione nei tavoli che contano. Ci rammarichiamo che non tutti gli aspiranti sindaci invitati siano stati presenti e mancasse anche qualche associazione».
L’incontro si è aperto con la relazione di Franceschelli ed è proseguito con l’allevatore Modesto Cassani, che ha chiuso bottega dopo tre predazioni e ha invocato la legittima difesa «e imbracciare il fucile».
Luciano Luciani, che rappresentava il candidato di Santa Fiora Federico Balocchi, ha ribadito che «prima vengono le aziende e poi il lupo. Metteremo, in caso di vittoria, soldi per ridurre il territorio inselvatichito per agevolare le coltivazioni e scoraggiare i lupi. Fosse anche un’operazione economica a perdere».
Il candidato di Arcidosso Corrado Lazzeroni ha ribadito: «Tutela di allevatori e imprese nel rispetto della convivenza fra animali selvatici e attività umana. Faremo in modo, per nostra competenza, che le imprese non chiudano in quanto fonte di lavoro e presidio. Ripristinare l’equilibrio uomo natura per evitare lo spopolamento delle campagne. Ma il problema deve essere discusso a livello di Unione».
Il presidente Federcaccia Davide Senserini: «Siamo additati dagli ambientalisti come cacciatori di lupi. Non è vero. È vero che chi ha inibito la braccata al cinghiale in certe zone è digiuno di conoscenza delle nostre aree». Il candidato di Castel del Piano Michele Bartalini: «Sono venuto per imparare e ascoltare i pastori. La pastorizia è problema cruciale». Il candidato di Seggiano Daniele Rossi: «Se si continua a pensare che la salvaguardia dei territori deve essere naturalità e basta, siamo allo sfascio. Ci vuole la mano dell’uomo per tutelare l’ambiente».
Per Roberto Salvini, consigliere regionale Lega, «la pastorizia è il tosaerba della montagna. La presenza di predatori sul territorio è squilibrata».
Il presidente della Cia Claudio Capecchi, ripercorrendo le difficoltà per incidere in questa problematica, ha insistito sui costi di gestione delle aziende. E il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha peggiorato la situazione». — F.B.
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