Il Tirreno

Grosseto

follonica 

Anziani vittime di raggiri: due condanne a oltre 4 anni

Pierluigi Sposato
Foto d'archivio
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Foto d'archivio

Uno si presentava raccontando di un debito vantato nei confronti del nipote, l’altro avrebbe dato conferma al telefono fingendo di essere l’interessato 

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GROSSETO. Le modalità di azione erano più o meno le stesse: si presentava agli anziani come amico del nipote, chiedeva un anticipo sul debito che quest’ultimo avrebbe avuto con loro, faceva parlare al telefono la vittima con il nipote (in realtà sarebbe stato un complice) per corroborare la tesi esposta, si faceva consegnare la somma, magari prelevata appositamente in banca, scompariva. . In alcuni casi (tre), un raggiro riuscito; in altri (altri tre) andato male. Più un furto. E uno degli imputati doveva rispondere, da solo, anche di un ulteriore tentativo di truffa.

Per tutto il complesso di questi episodi, avvenuti nei primi mesi del 2013, due uomini sono stati condannati: 4 anni e 6 mesi più mille euro per Antonio Aragione, 33 anni, 4 anni e 9 mesi e 1.100 euro per Vincenzo Prota, 36 anni, entrambi di Napoli. Il giudice Giovanni Puliatti li ha riconosciuti colpevoli di tutte le accuse mosse. Quella più grave è stata ritenuta quella che aveva vista come vittima una donna di 85 anni: un furto con destrezza. Perché Aragione avrebbe portato via 250 euro alla donna dopo averla avvicinata in casa, presentandosi come amico del nipote che avrebbe avuto un debito con lui: per farle tirar fuori il portafoglio da cui era stata strappata via la somma sarebbe stata inscenata anche la telefonata, ma all’altro capo del filo invece che il nipote ci sarebbe stato Prota.

Quest’ultimo, da solo, doveva rispondere anche di un raggiro che sarebbe stato commesso sempre a Follonica ai danni di una coppia di anziani: 1.800 euro consegnati in contanti. Una somma che, secondo la prospettazione degli imputati, le vittime avrebbero dovuto versare per pagare le spese notarili necessarie al figlio della coppia per riscuotere un credito.

Non molto diverse sarebbero state le circostanze con le quali Aragione si sarebbe presentato alle anziane (rispettivamente di 86, 79, 85, 88, 77, 85 e 89 anni). Quando Aragione vedeva le donne dubbiose, prendeva il telefono e chiamava il figlio-nipote-genero: avrebbe invece risposto Prota, che si sarebbe finto la persona indicata per informazioni rassicuranti. In tre casi, però, la vittima aveva mangiato la foglia e la truffa non era riuscita. In due dei tre casi andati a segno, le vittime erano addirittura andate in banca a prendere i soldi. Erano di 1.400, 2.800 e 3.800 gli importi in euro delle truffe messe a segno tra il gennaio e l’aprile 2013, in varie strade di Follonica. I carabinieri si erano occupati delle indagini: le vittime avevano riconosciuto i due dalle foto mostrate loro. I tabulati telefonici avevano fatto il resto.

L’accusa, rappresentata dal viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi, aveva sollecitato 5 anni e 2.000 euro. Gli imputati erano assistiti dall’avvocato Massimiliano Maffei di Napoli. — P.S.


 

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