Il Tirreno

Grosseto

movimento 5 stelle 

«Il verde urbano non è purtroppo una priorità dell’amministrazione»

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GROSSETO. «Il verde urbano, è piuttosto chiaro a tutti, non sembra una priorità di questa amministrazione. Peccato, perché la città di Grosseto, per morfologia, per clima e identità, sarebbe naturalmente vocata a sviluppare verde». Lo scrivono i portavoce consiglieri Gianluigi Perruzza, Francesca Amore, Daniela Lembo e Antonella Pisani del Movimento 5 Stelle Grosseto

«Questa amministrazione invece si ricorderà per il taglio tout court di filari interi di alberature, perché incapace di trovare soluzioni alternative, che vadano nella direzione della tutela di un patrimonio ovunque visto come preziosa risorsa delle città, che la rende sana e bella. Un’amministrazione di per sé poco sensibile, incapace di iniziare un processo di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini su aspetti essenziali quali la mobilità dolce (zone 30), o riguardo al fatto di considerare gli alberi una risorsa fondamentale per contrastare fenomeni come inquinamento e surriscaldamento urbano. Le misure compensative, adottate dal sindaco per sopperire al taglio degli alberi sono blande e insufficienti - dice il M5S - Per ogni albero maturo andrebbero previsti 50 nuovi alberi giovani. Il rapporto 1:1 che talvolta viene autorizzato è un palliativo. Il verde urbano è una questione squisitamente paesaggistica. Stiamo attenti a considerare il complesso sistema del verde urbano solo come un argomento di dibattito per addetti Agronomi. La Grosseto del passato, della memoria, rivive nella città del futuro. Grosseto deve tendere a una “città giardino” perché ne è naturalmente vocata. Esiste una logica in questo, la stessa logica che peraltro spinse Ebenezer Howard, fra i primi, tra il 1800 ed il 1900, a parlare di “città giardino per il domani”. Quando la situazione degli insediamenti urbani inglesi divenne insostenibile a causa del sovraffollamento e dell’inquinamento cospicuo, risultato di uno spinto processo industriale in atto, ci si iniziò a chiedere come poter salvare la città. Questa domanda si ripresenta anche oggi, non c’è più tempo da perdere. Un appello che, purtroppo, a Grosseto rimane ancora inascoltato». —



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