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I candidati parlano di turismo ma Confindustria vuole export

Giulia Sili
I candidati parlano di turismo ma Confindustria vuole export

Il mondo dell’impresa sollecita gli aspiranti primi cittadini di Scarlino e Follonica Mascagni: «Abbiamo bisogno di solidità, non di ossigeno per soli tre mesi l’anno»

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Confindustria “interroga” i candidati a sindaco: chi si propone per guidare Scarlino e chi si candida a amministrare Follonica, due comuni che – in teoria e, soprattutto, insieme – hanno le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nella pragmatica realizzazione – è l’auspicio del mondo dell’impresa – degli obiettivi contenuti nel documento-patto d’intesa per l’uscita dal tunnel della Maremma siglato a Grosseto da una quindicina di soggetti, tra associazioni di categorie e sindacati, il 17 aprile.

Ieri mattina tutti i candidati a sindaco di Follonica e Scarlino hanno partecipato all’incontro che si è tenuto alla Botte di Scarlino su invito della delegazione grossetana di Confindustria Toscana Sud. Francesco Pacini, presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud ha subito delineato il raggio d’azione: «In provincia abbiamo 100mila posti di lavoro e dal 2008 ne abbiamo persi 10mila: dobbiamo reagire e dobbiamo farlo insieme. Follonica e Scarlino devono rappresentare una realtà unica: sarà ancora più facile collaborare».

Al tavolo dei moderatori con Pacini, c’erano: Antonio Capone, direttore generale di Confindustria Toscana Sud; Giovanni Mascagni, responsabile della delegazione di Grosseto; Ivano Avanzini, presidente del Gruppo Crosa Service di Scarlino. «È proprio a Follonica –ha spiegato Pacini – che è nato il Patto per lo sviluppo che ha portato al documento elaborato dal tavolo di lavoro per lo sviluppo della provincia di Grosseto, presentato alla Camera di Commercio, sottoscritto da quindici associazioni di categoria, compresa Confindustria. Un risultato mai raggiunto prima in Maremma». Tale documento prevede alcuni punti: le infrastrutture, dal Corridoio Tirrenico alla Due Mari; le azioni per il turismo, per l’agricoltura e per il manifatturiero, la formazione e la tecnologia. «Abbiamo fatto passi avanti nell’economia del mare, ma la dotazione infrastrutturale è ancora carente» ha riconosciuto il sindaco di Scarlino Marcello Stella che dice no all’inceneritore.

Molti candidati si sono concentrati sul turismo come risorsa fondamentale sulla quale continuare a investire. E qui cade l’asino. L’idea non convince Confindustria che non considera quella la risorsa sulla quale puntare: «Di turismo si vive solo tre mesi l’anno – ha affermato Mascagni – l’industria invece permette una solidità diversa, e il comparto vincente è l’export». Proprio per questo Confindustria ha chiesto la condivisione del progetto approvato dal Cipe per il Corridoio Tirrenico: un’opera viaria a quattro corsie con limite di velocità a 110, per poter essere inseriti nelle mappe logistiche. «Di sviluppo industriale, manifatturiero e turistico da bilanciare insieme» ha parlato invece il sindaco di Follonica Andrea Benini.

All’incontro hanno partecipato: Roberto Maestrini di Pensiamo Scarlino; Marcello Stella di Scarlino insieme; Francesca Travison di Scarlino può; Emilio Bonifazi di Scarlino merita; Andrea Benini di Follonica per il centrosinistra; Francesco De Luca di In Movimento per Follonica; Alessandro Berardi di CasaPound; Massimo di Giacinto di Follonica al Massimo. Assenti Dario Bibbiani del Pci e Pierluigi Versari che è però stato sostituito da Aldo Iavarone. Al termine dell’incontro il presidente Pacini ha apprezzato lo spirito di gruppo mostrato dai candidati: «Tutti – dice – si sono mostrati disponibili a collaborare per risolvere il gap infrastrutturale». –

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