Italia
Consorzio Bonifica, naufraga l’accordo sulla vicepresidenza
«No alla Bramerini». La componente senese si è opposta anche alla staffetta col segretario di Confartigianato del suo territorio
GROSSETO. Fabio Bellacchi è stato riconfermato presidente del Consorzio di bonifica grossetano-senese. Una decisione presa all’unanimità, con le astensioni del diretto interessato e del consigliere destrorso Riccardo Albanesi, leader di Nuova Bonifica. E fin qui tutto come nelle previsioni.
La scelta, però, è tornata in discussione (cioè non è stata ratificata) perché è mancato l’accordo sul vicepresidente, che avrebbe dovuto essere l’ex assessora regionale Annarita Bramerini, in quota Cna. All’ultimo minuto, invece, è saltato l’accordo per una questione politico-geografica, con i consiglieri senesi che hanno fatto pesare la loro appartenenza e il fatto che fino a oggi la Maremma avesse spadroneggiato nei ruoli-chiave. L’assemblea (composta da 29 membri, 15 eletti e 14 amministratori locali) si riunirà di nuovo venerdì 24. Per quella data Bellacchi assicura che tutto sarà risolto, ma non è detto che vada così. Si potrebbero profilare altre sorprese.
Alla vigilia il nome del vicepresidente pareva scontato: il direttore Bramerini, grazie a un indubbio consenso personale e alla mobilitazione degli associati, aveva ottenuto alle elezioni di inizio aprile 618 voti, distanziando ampiamente l’ex vicepresidente Mauro Ciani e i senesi Gabriele Carapelli ed Enrico Tellini, ai quali erano andate rispettivamente 173, 118 e 69 preferenze. Cinque anni fa, con numeri analoghi, Renzo Alessandri (Cna), per mantenere rapporti di buon vicinato con i cugini di Confartigianato, rinunciò al ruolo a favore di Ciani. Per la Bramerini c’era quindi anche un bonus da spendere. Di traverso, però, stavolta si sono messi il sindaco della città del Palio e altri amministratori senesi, con un’esplicita richiesta della vicepresidenza per Carapelli, segretario generale della Confartigianato di Siena. La controproposta – metà mandato alla Bramerini e metà a Carapelli – sarebbe naufragata su chi iniziava per primo. Insomma, si è giunti al corpo a corpo e alla fine la fumata è stata nera. Il problema, però – secondo le malelingue – nascerebbe proprio da Bellacchi, che avrebbe garantito/promesso una rappresentanza ai senesi nella fase preelettorale. Da qui i malumori che adesso potrebbero rimettere tutto in gioco. La questione è di principio. La parte grossetana rappresenta indubbiamente quella prevalente nel consorzio, che qui ha la sede e investe la maggior parte delle risorse intercettate con le varie progettazioni. A Siena, però, è cambiato il vento: se prima la politica (leggi il Pd) riusciva a stare sopra e governare le querelle territoriali, adesso si va allo scontro su tutto. E alla fine il risultato è che non si trova la quadra. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
