Il presidio
Ex Garibaldi, un altro passo verso il recupero Sarà Casa della musica
Ieri un passaggio tecnico tra assessori e Soprintendenza Il Comune accenderà un mutuo, poi lavori per oltre 1 milione
GROSSETO. L’Ex Garibaldi procede, un piccolo passo alla volta, sulla via della riqualificazione.
Ieri mattina in Comune, nella sede del Settore Lavori pubblici in viale Sonnino, l’amministrazione ha incontrato la Soprintendenza: si è trattato di un passaggio tecnico, propedeutico all’avvio dei lavori, per capire i tempi della progettazione e del mutuo che sarà acceso dall’ente locale per mettere in moto la ristrutturazione.
Erano presenti gli assessori ai lavori pubblici Riccardo Megale e al patrimonio, bilancio e tributi Giacomo Cerboni. Il tassello si aggiunge al lungo percorso burocratico che vedrà riqualificare il fatiscente immobile da cima a fondo. Cosa diventerà la struttura? Nessuna novità rispetto al già noto. Il Comune, come già annunciato da un paio di anni, vuol farci la Casa della musica, ovvero accorparvi le realtà musicali del territorio (come la Corale Puccini, l’Orchestra Città di Grosseto, l’istituto musicale comunale e ogni altra realtà affermata in città). Prima ancora, serve una maxiristrutturazione assegnata con gara d’appalto. Il progetto ha bisogno dell’ok della Soprintendenza; un passaggio obbligato (essendo il bene vincolato), arrivato il quale il Comune sarà pronto a procedere e accenderà un mutuo. La stima dei lavori ammonta in 1 milione e 200mila euro.
Intanto, non si è mai placata in città l’insofferenza per questo immobile, che ormai da molto tempo è preda dell’incuria e del degrado. Giorni fa sono comparsi pure - affissi fuori nelle recinzioni - i cartelli della campagna #bloccadegrado dell’ Ance.
L’ex orfanotrofio maschile Garibaldi è uno storico edificio che sorge in viale Mameli: fu realizzato su progetto dell’architetto Giuseppe Merlo tra il 1922 e il 1924, per ovviare al bisogno che in città nascesse una struttura che accogliesse gli orfani maschi, come l’orfanotrofio femminile San Lorenzo in via Matteotti. Nel 1932 il palazzo fu ampliato e ristrutturato dall’ingegner Ernesto Ganelli; circa 30 anni dopo cessò l’attività per mancanza di ospiti. Nei primi anni ’80 fu oggetto di un’opera di riqualificazione che non fu terminata. L’edificio è vincolato dalla Soprintendenza, ma in questi anni (ormai parecchi) di abbandono è diventato triste simbolo del degrado nel centro cittadino. —El. G.
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