Variante Casalone Rossi a Conti «Non è il momento di parlare di cifre»
L’assessore all’Urbanistica difende la costruzione di case in via Alberto Sordi e parla di «sgangherate insinuazioni»
Considerazioni fantasiose, scivoloni a non finire e disinformazione.
L’assessore all’urbanistica del Comune di Grosseto Fabrizio Rossi risponde, contrattaccando, alle affermazioni del segretario de circolo Pd di Gorarella, Giuseppe Conti, che ha contestato, numeri alla mano, l’interesse pubblico all’adozione della variante del Casalone.
La variante, come è noto, prevede la trasformazione di un terreno di verde privato di circa 17 ettari, tra la ferrovia e viale Alberto Sordi, in terreno edificabile per circa 240 appartamenti.
Per l’assessore Rossi, non è questo il momento di parlare di numeri, ma l’interesse pubblico all’approvazione di quella variante sarebbe già nella mole di investimenti che smuoverebbe: circa 50 milioni di euro che sarebbero ossigeno per un settore, come l’edilizia, che soffre ancora per la crisi generale.
Innanzitutto – spiega l’assessore – non ci sono paesaggi rurali che spariscono, ma il completamento di un quartiere che dall’altra parte della strada è già edificato, con palazzi, e impianti sportivi. Quei 17 ettari, infatti sono già in un «perimetro definito urbanizzato dal piano strutturale, verde privato vincolato e non territorio aperto, tipico dei paesaggi rurali».
Poi Rossi attacca Conti sul fronte delle cifre «che evidentemente – dice – conosce addirittura prima degli uffici che dovrebbero calcolarli e prima ancora di coloro che devono presentare i piani attuativi e i relativi conteggi, cioè i privati ai quali spettano i pagamenti dei relativi oneri».
Alla richiesta, di Conti, di mostrare con i numeri l’utilità pubblica della variante, Rossi risponde che il segretario del Partito democratico di Gorarella «confonde la variante con il piano attuativo che si presenta dopo l’approvazione delle varianti, non prima di esse, chiede all’assessore di fare un lavoro che non gli è proprio e che non deve essere fatto in questa fase di istruttoria di una variante».
Rispetto, invece, al fatto che Conti ridimensiona gli introiti del Comune, derivati dall’approvazione di quella variante, Rossi va oltre quanto affermato, sostenendo che il segretario del Pd avrebbe parlato di «incasso nullo per l’amministrazione comunale» e sottolineando che una tale affermazione è priva di fondamento.
Si chiede, inoltre, Rossi, quali schede urbanistiche Conti abbia in mano per sostenere che «dovrà essere effettuato un sottopasso della ferrovia nuovo ad appannaggio dei nuovi residenti dell’area».
Conti aveva parlato, però, di adeguamento del sottopasso.
Sarebbero, poi «destituite di fondamento», secondo l’assessore, le valutazioni di Conti sul valore che l’area acquisirebbe una volta divenuta edificabile «perché – spiega – è solo con i piani attuativi che si comprende con esattezza quali valori entrano in campo».
Rossi parla anche di «sgangherate insinuazioni e omissioni» da parte di Conti che avrebbe omesso di dire che all’amministrazione comunale sarà ceduto «il 30 per cento dell’area, in aggiunta alle aree da cedere per soddisfare gli standard urbanistici» così come «omette di riportare che come extra onere è richiesto un intervento di razionalizzazione del collegamento tra via Mastroianni e via Aurelia Antica» e che sempre «come extra onere sarà realizzato un centro polifunzionale ciclo turistico a servizio del tracciato ciclabile, che collega al nuovo ponte ciclo pedonale sul fiume Ombrone».
Infine la proprietà dovrà cedere al Comune anche le aree necessarie per una nuova rotatoria su via Alberto Sordi e il 5% di superficie residenziale per la realizzazione di edilizia pubblica.
Anche l’introito derivante dall’Imu sarebbe stato sottovalutato, secondo Rossi, da parte di Conti.
«L’Imu su verde privato vincolato è infinitamente inferiore rispetto ad un terreno con una previsione sopra». E poi fino a quando le case realizzate non saranno vendute, l’Imu sarà pagato come se fossero tutte seconde case. —
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