Il Tirreno

Grosseto

Il progetto DELLA CROCE ROSSA  

«Una spiaggia per carrozzine? No, grazie. Non voglio ghetti»

F.F.
«Una spiaggia per carrozzine? No, grazie. Non voglio ghetti»

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. «Non vogliamo ghetti e non vogliamo essere trattati come “quelli che poverini...”. Il rispetto per le persone disabili si realizza in un modo solo: garantire il rispetto dei diritti. Tutte le spiagge devono essere accessibili a tutti i cittadini, persone disabili comprese. Non mi piace l’idea di un pezzo di spiaggia “riservato”». Va dritto al sodo Riccardo Merelli, 29 anni, editor blogger, da otto a Grosseto dove si è trasferito dalla Puglia.

Costretto in sedia a rotelle per una tetraparesi spastica, ne sa qualcosa di che significhi muoversi in un mondo fitto di barriere architettoniche e mentali. E non ha applaudito all’iniziativa, presentata ieri, della Croce rossa italiana. Il comitato grossetano sta realizzando un progetto a Marina di Grosseto che si chiama “Tutti in spiaggia” e mira a rendere un tratto di spiaggia libera accessibile alle persone disabili organizzato con strutture, attrezzature e personale qualificato per l’assistenza. Per realizzarlo la Croce rossa – che da sempre si occupa di assistenza alle persone disabili – ha lanciato anche una raccolta fondi. Vi collaborano il Comune di Grosseto, la Fondazione della Cassa di risparmio di Firenze e il centro commerciale Aurelia Antica.

«Io dico no ai ghetti», scrive Riccardo su Facebook. «Quale sarà il prossimo passo? Spiaggia per neri? Chi metterà un solo euro non ha capito nulla di disabilità».

Al Tirreno spiega: «Non mi piace che l’accesso delle persone disabili sia fatto passare attraverso raccolte fondi o la creazione di “luoghi per”. Noi vorremmo un’attenzione inclusiva. C’è già un progetto per rendere accessibili gli stabilimenti balneari, è “Mare per tutti”. Più che su una spiaggia “unica”, io punterei per un adattamento sempre maggiore di tutte le spiagge. E poi, vogliamo parlare di accessibilità? Cosa si sta facendo per rendere accessibili i negozi? Nella maggior parte di essi con la carrozzina non si può entrare». — F.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino