Italia
Nel cantiere fantasma parte l’intervento L’ordinanza “urgente” risale a un anno fa
Il Comune è riuscito a notificare solo ora alla proprietà di palazzo Boman l’atto che impone la messa in sicurezza dell’area
L’ordinanza “urgente” che dava 30 giorni di tempo per intervenire risale a un anno fa: i lavori partono solo ora. C’è voluto un anno di tempo per la notifica. Succede in via Manetti a Grosseto, nel cantiere per la realizzazione di palazzo Boman. Un’area fantasma e centralissima diventata simbolo del degrado.
Era sede della storica autoconcessionaria della famiglia Falloni, poi ospitò un’attività commerciale con il marchio Blockbuster e negli ultimi anni è diventata cantiere per la realizzazione di un fabbricato destinato ad alloggi e attività commerciali, chiamato palazzo Boman (acronimo di Bonghi-Manetti, le due vie su cui avrebbe dovuto affacciarsi). In questo spazio disabitato che imbruttisce un punto nevralgico del capoluogo si sono concentrati (e si concentrano tuttora) sporcizia e degrado, lamiere rotte, carcasse di bici, vetri e rifiuti, mentre un capanno dà rifugio ai disperati. Ad aprile un rogo distrugge la baracca nel cantiere recintato e per poco non sfocia in tragedia. «Poteva scapparci il morto», tuona nell’occasione il consigliere Carlo De Martis, ricordando come l’amministrazione non sia intervenuta per mettere in sicurezza l’area diventata rifugio per senzatetto. In realtà un atto sindacale c’è anche, solo che non ha mai trovato esecuzione. È stato emanato giusto un anno fa, proprio a maggio, a seguito di una relazione dell’allora dirigente alla Municipale Felice Carullo che all’esito di un sopralluogo riscontrava «pericoli di natura igienico-sanitaria, oltre al pericolo di incendio» con rischi per la pubblica incolumità. Il 16 maggio 2018 l’ordinanza sindacale (numero 46) imponeva al privato la messa in sicurezza urgente (entro 30 giorni dalla notifica) ma in un anno l’intervento non è mai partito data «l’impossibilità di notifica al privato», come ha spiegato anche di recente l’ente. Solo a partire dalla ricezione dell’ordinanza potevano decorrere i 30 giorni per realizzare i lavori imposti; e il Comune in 12 mesi non è mai riuscito a notificare l’atto alla proprietà. Solo ieri mattina, per la prima volta, ecco affacciarsi nel cantiere un camion con braccio meccanico pronto a dare il via alle operazioni in ossequio all’ordinanza: sono i primi spiragli che preludono alla messa in sicurezza di un’area che tante ire ha attirato da parte di abitanti e consiglieri. Stando a quanto riferito dal Comune, l’ordinanza sarebbe stata notificata la settimana scorsa (per Pec, ma per ora ignoriamo la data esatta).
Al momento una ditta ha fatto un sopralluogo. Seguiranno pulizia e bonifica (erba, calcinacci, parti bruciate), messa in sicurezza e “blindatura” del perimetro come già successo su via Bonghi. È rasserenato l’assessore Fausto Turbanti. «Finalmente – dice – siamo riusciti a far recepire la notifica e a questo punto ci auguriamo che la proprietà rispetti l’ordinanza e ripristini il decoro e l’ordine». Resta da capire la scadenza precisa dei termini, sulla base dell’avvenuta notifica. —
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