Il presidio
Stop anticipato all’evento di go kart Nuova polemica su iniziative e permessi
La Municipale contesta 80 persone in più e mancata recinzione a “Motori al velodromo”. Gli organizzatori: «Sconcertati»
Dopo il no allo storico concerto dei maggiaioli a Braccagni del 1° maggio, negato dal Comune perché proposto dagli organizzatori tramite Scia ma che avrebbe poi raccolto oltre le 200 persone previste da questo tipo di documentazione, un altro evento organizzato da un’associazione cittadina finisce attanagliato dalle spire delle stesse norme.
Stavolta è toccato a “Motori al velodromo”, manifestazione di go kart e minimoto organizzata da Asd Team Fuori di Testa, affiliata Uisp, con associazione Kartisti e Admo per sabato 4 e domenica 5 maggio al Parco Giotto a Grosseto.
L’evento ha fatto convergere sulla città appassionati da Siena e da Livorno e quaranta iscritti. Patrocinato dal Comune, annunciato con una conferenza stampa in municipio con sindaco, assessore allo sport e presidente Uisp, presenziato sabato mattina dal primo cittadino, a poche ore dall’avvio “Motori al velodromo” è stato sospeso dagli stessi organizzatori a seguito dei controlli della Municipale.
Gli agenti – quattro, in borghese – si sono presentati, raccontano gli organizzatori, non appena il sindaco se n’è andato e hanno contestato incongruità tra la Scia presentata dagli organizzatori e l’allestimento effettivamente fatto. Hanno attestato la presenza di 280 persone a fronte di un’autorizzazione per 200 e la mancata delimitazione dell’area espositiva all’ingresso del parco (il resto del percorso era ben transennato o recintato). La gara non è mai stata interrotta ma al termine dei controlli – circa tre ore – gli stessi organizzatori hanno deciso di smontare tutto e rinunciare alla seconda giornata, perché non in grado di ottemperare alle prescrizioni in così poco tempo. La giornata è così finita con un verbale della Municipale e – all’orizzonte – una denuncia penale e una sanzione per l’organizzatore Roberto Chessa, presidente del Team Fuori di testa.
«Siamo sconcertati. Lavoravamo a questo evento dall’autunno – dice Chessa –. Abbiamo fatto tutto il possibile per garantire la sicurezza di piloti e spettatori. Ci siamo rimasti male, sì».
“Motori al velodromo”, evento gratuito alla prima edizione, è costato – spiegano gli organizzatori, circa 10mila euro tra allestimento, noleggio delle attrezzature, due addetti alla sicurezza di una società privata e il presidio dell’ambulanza. Di questi 4mila li hanno messi gli sponsor, 1.500 il Comune stesso e il resto lo hanno sborsato gli organizzatori di tasca propria. E sempre gli organizzatori hanno schierato due associati che hanno vigilato al di fuori del circuito, mentre lungo il percorso c’erano sette commissari.
«Il Comune – lamenta Chessa – dice che è colpa del tecnico da noi ingaggiato che avrebbe sbagliato a presentare la documentazione, ma di certo il Comune non ci ha aiutati. In quelle 280 persone i vigili hanno contato anche noi organizzatori, un centinaio, e la gente che era fuori dalla recinzione, nel resto del parco escluso dalla manifestazione, e si è fermata un attimo a guardare i kart. La verità è non c’è la volontà di organizzare gli eventi».
Dal canto suo il Comune ha replicato con un post del sindaco apparso ieri su Facebook. Il nodo, spiega Vivarelli Colonna, è che l’organizzazione ha deposita due Scia (che sono in sostanza delle autocertificazioni), titolo possibile, come detto, per eventi fino a un massimo di 200 persone. «Come prassi – scrive Antonfrancesco Vivarelli Colonna – gli uffici informano la pm (polizia municipale) di ogni evento per i relativi controlli. La polizia municipale ha visitato la manifestazione per verificare la congruità tra quello dichiarato e l’effettiva situazione fattuale».
Fonti vicine al Comune assicurano che il Suap (Sportello unico attività produttive) del Comune avrebbe messo in guardia gli organizzatori sul fatto che la Scia non era il canale adeguato per un evento del genere e che sarebbe stato meglio presentare una richiesta di autorizzazione. Questa, infatti, ha sì un iter più lungo ma anche più sicuro, visto che prevede una commissione che segnala in anticipo eventuali incongruità e consente di correggerle prima dell’evento.
Resta il fatto che poi, però, l’evento è stato autorizzato.
Quanto all’operato degli agenti, «alla Municipale – dice l’assessore in materia Fausto Turbanti – è stata solo trasmessa la documentazione dagli uffici amministrativi del Comune perché venissero fatti i controlli di routine tra quanto dichiarato e quanto realizzato. Smentisco poi che siano state fatte una denuncia e una sanzione: al momento la Municipale ha elevato un verbale da trasmettere alla Procura». —
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