La città riconoscente dedica a Enrica Tognazzi una sala dell’ospedale: "Ora una via e il Grifone"
I locali che ospiteranno il robot medico acquistato con le donazioni del Comitato per la vita avranno il nome della compianta presidente
GROSSETO. La sala dell’ospedale Misericordia dove sarà installato il robot da 750mila euro che prepara i farmaci chemioterapici, donato dal Comitato per la vita, sarà intitolata a Enrica Tognazzi, presidente del Comitato scomparsa il 30 aprile. «È la prima volta che una presidente del Comitato per la vita “entra” nell’ospedale – spiega Roberto Dottori, presidente del comitato scientifico dell’associazione. Il macchinario è un sistema automatizzato robotizzato di diluizione dei farmaci chemioterapici, «all’apparenza un armadio a due ante – lo descrive Dottori – con all’interno un robot che prepara il farmaco per il paziente. Un ammodernamento tecnologico significativo per l’ospedale». Il macchinario è già stato ordinato. La proposta di intitolare la sala alla compianta presidente, alla guida del Comitato per dodici anni – durante i quali sono stati raccolti 5 milioni di euro donati poi all’ospedale per l’acquisto di macchinari per la diagnosi e la cura dei tumori – è stata avanzata, spiega ancora Dottori, da alcuni medici dell’ospedale e raccolta con entusiasmo dal Comitato.
Anche il Comune di Grosseto e la direzione dell’ospedale, però, in questi giorni si sono confrontati su un’idea comune di intitolare un locale del Misericordia a Tognazzi. «È un pensiero che abbiamo condiviso con il direttore dell’ospedale Daniele Lenzi», spiega il vicesindaco Luca Agresti.
«Il chiodo fisso di Enrica era che il Comitato per la vita lasciasse un segno tangibile all’ospedale di Grosseto – spiega Rita Martini, giornalista, volto delle iniziative del Comitato e collaboratrice dell’associazione per la comunicazione, a sua volta volontaria –. Voleva che la gente sapesse che a Grosseto di tumore ci si può curare grazie al contributo determinante del Comitato per la vita, dentro al quale lei contava tutti i maremmani. Sono perciò contenta che le sia intitolata una sala nell’ospedale».
E lo stesso pensiero di dare alla città un ricordo tangibile di questa straordinaria donna si è fatto largo su Facebook, sul gruppo “Cara Grosseto”, per straripare poi in una valanga di consensi. L’idea, lanciata da Gianluca Di Monaco, è di intitolarle una strada o una piazza. C’è chi, come Emanuela Fallani, suggerisce proprio la piazza dove si tiene il Mercatino, piazza Esperanto.
«Rispetto all’impegno sociale di Enrica credo sia assolutamente adeguata la proposta di un riconoscimento, ma vediamo se così o con un’altra forma», spiega al Tirreno l’assessore alla toponomastica Giacomo Cerboni.
«Il problema – aggiunge – è che per intitolare una via a una persona devono essere trascorsi 10 anni dalla morte. In passato abbiamo fatto deroghe ma la prefettura ci ha tirato le orecchie». Ci sono però altri riconoscimenti che il Comune può dare. «Ad esempio – prosegue l’assessore – la Benemerenza. Oppure si può intitolare un edificio. Quella di una via è comunque una proposta che merita di essere approfondita».
Infine la proposta di Massimo Ciani, sempre su “Cara grosseto”, di conferire a Enrica Tognazzi il Grifone d’Oro. In proposito spiega al Tirreno Umberto Carini, presidente della Pro loco di Grosseto, che dal 1957 assegna il premio: «Il Grifone d’Oro è un premio a chi ha promosso la Maremma in Italia e nel mondo, non un premio sul curriculum. Viene assegnato per eventi dell’anno precedente e si può dare a una persona scomparsa nell’anno precedente». Questo il regolamento. «Detto ciò – conclude Carini – Enrica era una carissima amica e il suo nome ci è stato segnalato da un cittadino. Lo prenderemo in considerazione». —
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