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Grosseto

Addio a Lido, poeta del golfo le ceneri disperse in mare E gli amici brindano a lui

Giulia Sili
Addio a Lido, poeta del golfo le ceneri disperse in mare E gli amici brindano a lui

La cerimonia è avvenuta venerdì secondo il suo testamento morale «Vogliate bene a Follonica», è stata l’indicazione che ha lasciato 

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L’OMAGGIO

È stato accompagnato in mare per il suo ultimo viaggio Lido Raspollini, il poeta del golfo morto alla residenza anziani Colonia Marina di Levante il 29 novembre scorso a 92 anni.

In molti venerdì pomeriggio hanno preso parte alla cerimonia tanto desiderata dal noto follonichese. Secondo le volontà di Raspollini (contenute in una poesia letta da Carla Pagni) le sue ceneri sono state portate al largo della spiaggia davanti al casello idraulico di Pratoranieri, sede della scuola vela Lni.

Alla cerimonia – «laica, sobria e armoniosa per l’ambiente e le persone, proprio come sarebbe piaciuta a Lido» come l’ha definita il professore Antonio Caramassi – hanno partecipato molti amici. Tra loro, non è mancata la presenza del figlio di Lido, Carlo Raspollini, arrivato per l’occasione da Santo Domingo dove risiede, e del cugino Giorgio De Palo.

Sono poi intervenuti il sindaco Andrea Benini, il consigliere Ettore Chirici, Zeno Zacchini della Asd Burraco oltre a Rino e Giovanna Magagnini della Fondazione Noi del Golfo e Anpi.

A chiudere l’incontro è stato un brindisi collettivo: anche in questo caso l’indicazione era arrivata chiara e precisa da Lido Raspollini.

«Vogliate bene a Follonica come gli hanno voluto bene Gigi del golfo e noi follonichesi, prima e dopo la seconda Guerra Mondiale»: questo il testamento morale lasciato da Raspollini alla città di Follonica.

«Sono nato nel 1926, in via Bicocchi, davanti al Bracci» aveva raccontato Raspollini a Rino Magagnini durante il loro ultimo incontro.

Lido si era poi perso nei racconti del passato, tra gli affetti venuti a mancare e i ricordi di una vita. Il poeta del Golfo aveva ricordato la liberazione dal nazifascismo il 24 giugno 1944 quando Luigi Saragosa, ovvero Gigi del golfo, aveva organizzato la ricostruzione di piazza della stazione, di piazza della chiesa e del cimitero colpiti dai bombardamenti: «Follonica è nostra, tocca a noi ricostruirla senza aspettare nessuno, aveva detto Raspollini. Così iniziò i lavori e chi non poteva prestare opera manuale, contribuiva con i soldi o con la fornitura di mezzi e materiali». Organizzare la cerimonia di dispersione delle ceneri ha richiesto molto tempo ma venerdì pomeriggio, finalmente, il sogno di Raspollini è stato realizzato. —

Giulia Sili

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