Il Tirreno

Grosseto

Maggerini, raduno saltato per un equivoco

Giovanna Mezzana

Il Comune spiega: i promotori hanno presentato la Scia ma alla luce della stimata affluenza a Braccagni era richiesto altro

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Un malinteso. «Un equivoco», secondo l’Amministrazione comunale. Un qui pro quo e la mannaia della burocrazia che non lascia scampo: così è. Resta l’amarezza tra gli organizzatori della rassegna dei Canti del Maggio che – dal 1991, per tradizione – avrebbe dovuto svolgersi oggi nell’oliveto di San Rocchino a Braccagni. E invece no: non delizieranno la platea i cantori maremmani, i cantanti folk, i Maggerini, i Poeti del Bel dire che con la voce propiziano la stagione che risveglia la Madre Terra. Il 29 aprile dal Suap, lo Sportello unico delle attività produttive del comune di Grosseto, è stato comunicato al Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro, organizzatore del tradizionale raduno, che l’evento non avrebbe potuto svolgersi.

l’inghippo

A poche ore dalla caduta del fulmine a ciel sereno, Vladimiro Capecchi, consigliere del Gruppo Galli Silvestro, aveva motivato così la decisione degli uffici comunali: «Ci hanno parlato di “manifestazione a rischio assembramento”» e «di “mancanza di vie di fuga... nell’oliveto”», il che è sembrata un eccesso di zelo, visto che nell’oliveto non ci sono recinzioni. Ieri, l’Amministrazione comunale ha spiegato: «Il Suap non ha negato l’autorizzazione, in quanto è stata presentata dagli organizzatori una scia (segnalazione certificata di inizio attività): ma tale titolo è ammesso quando l’affluenza di pubblico prevista è fino a un massimo di 200 persone, mentre gli organizzatori hanno allegato la relazione sulla sicurezza in cui si prevede un’affluenza di oltre 200 persone». Si sarebbero dati insomma la zappa sui piedi, da soli, nonostante il ricorso alle competenze di un geometra. Non lasciano margine di discrezionalità né di appello al buon senso, del resto, le norme che discendono dalla direttiva del ministero degli interni del luglio 2018, che ha dettato regole per garantire alti livelli di sicurezza nelle pubbliche manifestazioni dopo i tragici fatti di Torino, quando piazza San Carlo – durante la proiezione della finale di Champions League – divenne “una gabbia”.

tutti scontenti

«Dispiace constatare – si legge nella nota degli uffici comunali – che sia stato strumentalizzato un problema di natura tecnica per attribuire al Comune la responsabilità di un possibile mancato appuntamento folcloristico e storico della tradizione locale». L’amarezza dunque è su entrambi i fronti. «C’è stato un disguido – conferma Capecchi – Il problema è che ce l’hanno comunicato ieri (il 29 aprile), altrimenti avremmo potuto rimediare. Resta assurdo pretendere che a un ritrovo in un oliveto si debbano applicare le regole di un concerto di Vasco Rossi. Spiace che non sia concesso valutare di volta in volta: forse è più facile dire “no” e questo ti fa passare la voglia di fare».

e oggi?

«Faremo una merenda tra soci – informa Capecchi – Non possiamo abbandonare il luogo: saremo nell’oliveto anche per informare del mancato raduno chi non avesse letto i giornali e ci raggiungesse per tradizione». Resta una piccola consolazione: Il Maggio si canta per tutto il mese e chissà mai che il Gruppo riesca a stupire gli affezionati. Anche perché il raduno di oggi non sarebbe stata un’edizione qualsiasi: il Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro avrebbe dovuto festeggia il 40° anniversario dalla sua fondazione. –

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