Il Tirreno

Grosseto

sinistra italiana 

«Lapide oltraggiata Dobbiamo fondare una nuova Resistenza»

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SCARLINO. «Nel giorno in cui si festeggiava la Liberazione, la lapide alla memoria dedicata al partigiano Flavio Agresti, collocata all’interno del municipio di Scarlino, è stata oltraggiata con emblematici disegni a vernice rossa. Sinistra Italiana - scrive il partito stesso in un comunicato - condanna fermamente il deprecabile gesto compiuto da ignoti per infangare la memoria di un giovane uomo, un partigiano, che ha sacrificato la propria vita per la libertà del nostro Paese».

Agresti fu ucciso dai tedeschi con un colpo di arma da fuoco il giorno 11 giugno 1944 in un campo vicino alla stazione di Gavorrano. Il giovane che si era offerto volontario per una delicata missione di collegamento con un partigiano della banda di Gavorrano, in seguito a una delazione, «insieme al partigiano di Gavorrano fu intercettato, arrestato, interrogato, torturato, imprigionato e infine ucciso dopo essere stato portato per un lungo tratto legato ad un carretto. Il compagno, pur compromesso per tutta la vita, riuscì a sopravvivere. Oggi ancora più che in passato - dice Sinistra Italiana - è un nostro fondamentale dovere morale mantenere la memoria, custodire e coltivare il ricordo di quanti, con il loro impegno e il loro sacrificio, hanno contribuito a liberare l’Italia dalla dittatura fascista e dall’occupazione tedesca. È grazie a loro, a tutte le donne e gli uomini che non hanno avuto paura e si sono ribellati, se oggi siamo cittadini liberi e viviamo in uno Stato democratico e su una Costituzione di altissimo livello nata dai valori della Resistenza».

Dopo settantaquattro anni da quei tragici momenti - dice Si - «c’è bisogno di una nuova resistenza, in tutta Europa e soprattutto in Italia crescono gruppi che trovano ispirazione nel nazismo, nel fascismo e nella xenofobia nonostante la legge lo vieti; basta vedere gli ultimi eventi di queste ore, striscioni inneggianti Mussolini, sfregi ai simboli della resistenza in molte città, il Ministro degli Interni che non partecipa alle celebrazioni del 25 aprile perché lo trova “solo” un derby tra comunisti e fascisti, dimenticando totalmente che sulla Costituzione nata dalla Resistenza lui ha giurato impegnandosi a fedeltà e rispetto. Questa ondata nera ci deve far riflettere, far capire che la storia non va dimenticata per non ripetere gli stessi errori, ma soprattutto, che in Italia c’è bisogno di una nuova Resistenza per avere un Paese più solidale, più giusto, più equo, rispondendo all’oscurantismo con i valori della solidarietà e dell’inclusione come ci hanno lasciato scritto nella Costituzione i nostri partigiani». —



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