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25 aprile/scarlino 

La targa in memoria del partigiano Agresti violata altre due volte

La targa in memoria del partigiano Agresti violata altre due volte

La lapide imbrattata giovedì fu spaccata nel 1994 e 2010 L’Anpi: «Probabilmente è stata la stessa persona» 

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scarlino. Non solo imbrattata – con uno scarabocchio a forma di fallo disegnato con un pennarello indelebile – quest’anno, poche ore prima delle celebrazioni per la ricorrenza del 25 aprile. La targa in memoria del partigiano scarlinese Flavio Agresti, ucciso dai nazisti a soli 29 anni nel 1944, è già stata spaccata nel 1994 e nel 2010.

Dopo i sindaci di Scarlino, Massa Marittima e Follonica e dopo il nipote, Franco Agresti, anche l’Anpi condanna oggi lo sfregio alla memoria del partigiano. E ricorda due inquietanti precedenti.

Il circolo Anpi di Gavorrano e Scarlino spiega che non è la prima volta che in quell’atrio si consuma un’offesa ai monumenti e ai protagonisti della Resistenza.

Nella ricorrenza del 50º anniversario della Liberazione del paese di Scarlino, avvenuta il 22 giugno 1944, fu collocata una lastra marmorea in ricordo dell’evento.

«Eravamo nel 1994 – dicono dal circolo – alcuni mesi dopo quella targa fu frantumata da un colpo di martello».

Nel 2010 fu apposta alla parete di sinistra un’altra lastra di travertino che ricordava il sacrificio di Flavio Agresti, il partigiano scarlinese ucciso l’11 giugno 1944 dai nazisti.

Qualche giorno dopo la targa fu trovata spezzata, forse da un forte pugno. La targa fu restaurata e risistemata al suo posto.

La mattina del 25 aprile di quest’anno è stata trovata deturpata da un simbolo fallico tracciato con pennarello indelebile alla destra del nome, poi subito rimosso.

«Probabilmente è la solita persona che, avendo agio di entrare e uscire, compie tali gesti – continua il circolo – Vorremmo far presente a questo tizio, con indignazione e fermezza, che si metta l’animo in pace: quella targa, come le precedenti che lui ha insultato, sono degne di rispetto e di gratitudine». E il circolo Anpi conclude: «Lo vorremmo dire non solo a lui, ma anche a tutti gli altri pusillanimi che si comportano come lui: ormai siete condannati definitivamente, grazie al sacrificio di uomini come Flavio Agresti, a vivere in un mondo dove il rispetto del proprio simile e della sua dignità sono valori inalienabili, dei quali possono godere ampiamente anche i vili e i vigliacchi come voi». —

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