La comunità ricorda le vittime della strage di San Leopoldo
marina di grosseto. Giovedì 25 aprile a Marina di Grosseto si è celebrata la commemorazione della strage di San Leopoldo, avvenuta il 12 giugno 1944, una pagina della nostra terra che ancora chiede verità. La Pro loco ha deposto una corona e di fiori sul monumento di via Maroncelli, accanto alla palestra. Sono intervenuti l'Anpi e l'amministrazione comunale.
La mattina del 12 giugno 1944 i nazisti uccisero a colpi di mitra sei donne e uomini sfollati al casello del genio civile al ponte di San Leopoldo, vicino a Marina di Grosseto.
«La nostra bella Costituzione si fonda sull'antifascismo – ha detto Maurizio Biancotti, presidente della Pro loco, durante la cerimonia –. Manifestare e combattere i fascisti e' un obbligo di ciascun cittadino. Non e' questione di "rispolverare" ma di ribadire il no a qualsiasi forma di dittatura. Il Fascismo oggi nelle sue chiare manifestazioni, va combattuto non solo rispolverando l’antifascismo, ma attualizzando con più democrazia, più legalità e con fermo contrasto alla violenza, prendendo atto che è un fenomeno che ha una sua consistenza e va combattuto».
Mancava meno di un anno alla liberazione. A quel 25 aprile che avrebbe sancito la fine del regime fascista e l’occupazione nazista. «In questo percorso di liberazione – è stato ricordato ancora durante la cerimonia – molti sono morti perché si potesse oggi, liberamente, manifestare, ricordare e vivere in una democrazia. Democrazia: questa bellissima parola che ci è stata consegnata macchiata dal sangue di chi l’ha difesa. Le vittime della strage sono: Livio Botarelli, Luigi Botarelli, Fortunato Falsini, Giancarlo Lari, Olga Lari, Roma Madioni. —
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