Il Tirreno

Grosseto

Imbrattano la lapide del partigiano Stella: «Solo ignoranza e stupidità»

Giulia Sili e Francesca Ferri
Imbrattano la lapide del partigiano Stella: «Solo ignoranza e stupidità»

Il nipote: «È morto anche per questi citrulli». A Massa Marittima un cartello con il tricolore listato a lutto

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Il disegno di un fallo a spregio della memoria del partigiano Flavio Agresti, fucilato l’11 giugno 1944 a Potassa: si è svegliato così Scarlino la mattina del 25 aprile. Qualcuno ha insozzato la targa commemorativa del partigiano scarlinese nel giorno della festa della Liberazione dal nazifascismo. Lo scarabocchio osceno è stato cancellato subito, ma resta la condanna per il gesto. Gesto purtroppo non isolato.

Anche a Massa Marittima, sul portone del Comune e sulla porta del comitato elettorale della lista “Massa avanti insieme”, sono apparsi adesivi con la bandiera italiana listata a lutto e la scritta: «Il 25 aprile non è la mia festa, giornata di lutto nazionale per le vittime della falsa liberazione». Soltanto pochi giorni fa a Follonica, in piazza Guerrazzi, era comparso un adesivo delle SS.

La risposta di tutte le istituzioni del territorio è stata forte. «Un gravissimo atto vandalico – dice il sindaco di Scarlino Marcello Stella a proposito della lapide imbrattata – Un gesto che voglio augurarmi sia solo frutto dell’ignoranza e della stupidità di qualcuno». Stella ha annunciato che il Comune sporgerà denuncia. «Provo tristezza più che rabbia – ha commentato il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini – chi si ostina a dire che il 25 aprile è divisivo non capisce che ci sono date che fanno parte dell’identità e della dignità nazionale. Chi non capisce questo non capisce un pezzo fondamentale dell’Italia unita». «Qualche idiota – hanno aggiunto i componenti della lista di Giuntini, “Massa avanti insieme” – agendo di nascosto perché incapace di avere il coraggio delle proprie azioni, ha cercato di macchiare una giornata che rappresenta il riscatto del nostro Paese dopo il periodo più buio della sua storia».

Il nipote di Flavio Agresti, Franco Agresti, ha ricordato come anche in passato episodi simili siano avvenuti ma che oggi «il rigurgito fascista è preoccupantemente sempre più frequente». Ai microfoni della Rai Agresti ha aggiunto: «È evidente che si recepiscono segni di un ritorno fascista, di un rinnovato umore antidemocratico, alimentato anche da chi sta al governo, da chi dirige il ministero degli Interni. È gente che si sente protetta, autorizzata a fare certi gesti. Anche per compiacere a questo vento che spira in maniera sinistra, anzi in maniera destra in tutta Italia a cominciare dai sintomi che abbiamo visto con gli sbarchi e il negare lo sbarco di povera gente». Un gesto, quello di Scarlino, che Franco Agresti definisce inaccettabile. «Dovremmo avere riconoscenza verso i partigiani – dice –. Mio zio è morto a 29 anni. Aveva una famiglia, una moglie, un figlio. Ha dedicato la vita alla libertà. Anche quella di questi citrulli. È gente che non ha capito dove va la storia, dove va il mondo. È chiaro che il mondo non può andare dove vogliono loro».

«Mi sembra – ha detto il sindaco Andrea Benini – che in questo momento siamo un po’ in un angolo cieco e ce lo dimostrano una serie di fatti ed elementi, anche simbolici». —

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