Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Varichina nel latte della moglie, patteggia un anno e otto mesi

Pierluigi Sposato
Varichina nel latte della moglie, patteggia un anno e otto mesi

Accuse di maltrattamenti tra il 2010 e il 2018 rivolte a un uomo di 76 anni. La coppia non vive più  insieme da qualche tempo 

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GROSSETO. C’è un’accusa particolare tra quelle per maltrattamenti contestate a un 76enne abitante nella zona nord della provincia: quella di aver versato dell’ipoclorito di sodio (più comunemente conosciuto come varichina) nella bottiglia di latte di soia bevuto dalla moglie separata. Un episodio risalente all’agosto scorso, che aveva causato un’intossicazione da caustici giudicata guaribile in cinque giorni.. Per questo ma anche per tutto il complesso di accuse che risalgono anche a otto anni prima, l’uomo ha scelto di patteggiare: il giudice Marco Mezzaluna ha ritenuto congrua la pena (sospesa) di 1 anno e 8 mesi, frutto dell’accordo tra il pm Giovanni De Marco e l’avvocato Marco Meconcelli. L’episodio della varichina era stato raccontato ai carabinieri qualche mese fa dalla donna, che ha problemi alimentari e che dunque consuma latte di soia. La confezione da un litro era stata acquistata in un supermercato, poi la donna - che ha poco meno di settanta anni - l’aveva aperta qualche giorno prima del 26 agosto e l’aveva riposta nel frigorifero dopo averne consumata una parte. Il marito al mattino beve solo tè. L’imputato ha deciso di non discutere né questa né le altre accuse mosse. Nemmeno quella di aver premuto un cuscino sul viso di lei, mentre stava dormendo.

La coppia non vive più insieme da qualche tempo, anche se in appartamenti vicini, anche se ci sono occasioni di frequentazione. Le vessazioni di ordine psicologico e fisico sarebbero andate avanti a partire dal 2010. Stati di angoscia causati da urla continue, l’invito ripetuto a suicidarsi, i numerosi litigi sfociati in lesioni. Uno stato di tensione tale che la donna si era rivolta al centro antiviolenza, dopo aver registrato dei file audio con il cellulare.

Ai carabinieri, la donna aveva tra l’altro raccontato che mentre era alla guida lui avrebbe dato in escandescenze e parlando male della famiglia di lei; un assalto verbale per il quale la donna era stata costretta ad andare al pronto soccorso, per lo stress emotivo causato.

Sono soltanto due, comunque, gli episodi di violenza fisica che la Procura ha contestato al 76enne: nel 2012, l’uomo avrebbe afferrato la moglie per un piede e l’avrebbe fatta cadere, causandole una frattura al piede sinistro; nel 2016, l’avrebbe strattonata prendendola per il braccio sinistro, causandole del forte dolore allo stesso punto in cui la donna aveva avuto un precedente infortunio. La donna aveva spiegato ai carabinieri che non se l’era sentita di raccontare ai sanitari che si era trattato di un litigio con il marito e aveva quindi detto una scusa (un incidente domestico), come anche in altre circostanze, come quella delle frattura del piede. Altre volte la donna non era andata al pronto soccorso ma aveva scattato foto delle ecchimosi. —



 

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