Il presidio
Boom di adozioni e quaranta volontari al rifugio per Fido
follonica. 98 adozioni, 203 ingressi, 94 restituzioni ai proprietari, 6 addetti di cui 3 provenienti da categorie protette, più di 40 volontari, 2 medici veterinari e più di 5300 ore di lavoro: sono questi i numeri che descrivono il 2018 al canile comprensoriale di Follonica, Scarlino e Gavorrano. Un canile completamente nuovo che ha chiuso l’anno con 138 cani presenti al 31 dicembre. «Siamo fieri ed orgogliosi della struttura che dà buoni risultati – ha affermato il vicesindaco Sergio Stefanelli durante la giornata di “Un amico ti aspetta” – Il canile funziona bene e lo dimostra il fatto che i Comuni che in passato non vollero aderire, oggi vogliono entrare. Inoltre sono sempre di più i cani adottati e vogliamo incentivare questa cosa. Molti vanno a cercare il pedigree: gli animali però, come gli uomini, hanno tutti gli stessi diritti».
“Un amico ti aspetta” è un incontro organizzato dalla direzione del canile per conoscere la struttura attraverso gli occhi di chi la vive: un percorso a tappe fatto con gli ospiti del canile e i suoi gestori che, stazione dopo stazione, hanno illustrato la struttura in tutte le sue sfaccettature. A raccontare cosa succede dentro al canile comprensoriale gestito dalla cooperativa sociale Melograno sono stati i gestori, gli operatori, i volontari, i veterinari, gli utenti dei percorsi di terapia assistita e le famiglie adottanti. “Sulle orme del canile” è un’occasione per conoscere i cani ospitati nella struttura e per scoprire a fondo quello che vivono insieme a chi si occupa ogni giorno di loro. Alla passeggiata ha partecipato anche il sindaco di Gavorrano Andrea Biondi: «Ero un consigliere quando è stato approvato il canile ed è stata una scelta giusta – ha detto – Ci sono Comuni che fanno sconti per chi adotta i cani del canile, io sono contrario: se si vuole un cane lo si prende con il cuore e non con il portafoglio. Le strutture per i cani sono obbligatorie ma qui si fanno le cose per bene ed è un vanto». «La struttura è senza dubbio funzionale e ci si lavora bene – dice la veterinaria – ogni giorno seguiamo una prassi: la prima cosa che facciamo appena arriviamo è prenderci cura dei cani, verifichiamo che stiano tutti bene; poi somministriamo il cibo e in seguito viene effettuata la pulizia dei box». Oggi ad occuparsi del canile è la cooperativa il Melograno, nata dalla fusione dalla cooperativa sociale il Nodo e Lisa, che ha investito nella struttura 16mila euro. Secondo alcuni volontari il canile ha però un difetto: «La struttura è sicuramente molto bella – dice un volontario – ma è troppo esposta e in estate fa molto caldo. Servirebbe una copertura migliore». — G. S.
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