Amore (M5s) auspica più riqualificazioni Ceccherini: «È costoso»
grosseto. Nella seduta di ieri della commissione urbanistica sulle nuove edificazioni in città, l’altro grande tema è stato la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e il recupero dei vuoti urbani.
Oltre a Pd e Lista Mascagni, il tema è stato sollevato dalla consigliera e commissaria Francesca Amore del Movimento 5 stelle, architetta.
«Da dove nasce l’esigenza di costruire nuove case?», ha chiesto Amore. La consigliera ha citato dati Istat: «Dal 2001 al 2007 c’è un aumento di abitanti del territorio, ma dal 2013 ad oggi l’andamento è calato». E ancora: «Costruire in campagna “distrae” gli operatori edili da operazioni di riqualificazione», ha aggiunto, citando come esempio virtuoso la riqualificazione del palazzo sopra l’Affinity in centro storico.
La risposta è arrivata da Bruno Ceccherini (Fdi) che, oltre ad attaccare il centrosinistra («Questa città è obbrobriosa, le periferie sono un dormitorio, lo avete fatto voi. E ce l’avete oggi la sensibilità al consumo di suolo?»), sulle nuove abitazioni dice che «la famiglia italiana è cambiata» e che «oggi tutti vogliono le pertinenze, l’ingresso privato, la bioedilizia». Tutti elementi che non si trovano in case in là con gli anni o in centro storico.
Inoltre «i costi per riqualificare sono molto importanti», ha sottolineato Ceccherini, e «ci sono anche problemi di acustica» (per i cantieri edili).
Ceccherini ha anche espresso l’augurio che la città si espanda verso il mare («Chi compra casa a 7 chilometri dal mare può usarla come seconda casa», che per il Comune significa Imu da incassare).
Una pietra tombale sulle riqualificazioni edilizie sembra averla messa Alfiero Pieraccini (Lega): «Non ci si farà mai a riqualificarlo il centro storico», ha detto, mentre sulla variante ha speso parole di elogio anche dal punto di vista dell’occupazione. E per dare una misura della crisi del settore ha portato la sua esperienza personale: «Io avevo 22 dipendenti nel 2008, ora ne ho uno. Questa operazione porterà soldi, benessere e cinque anni di lavoro».
Argomentazioni che, tuttavia, non hanno convinto la consigliera Amore. «E poi? Finiti questi cinque anni che si fa? – ha chiesto – Io continuo a non percepire l’interesse pubblico di questa operazione». — F.F.
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