«Truffa: nel pacco non c’era il metal detector»
Erano stati presi accordi ma il destinatario aveva ricevuto piombi da pesca e il biglietto “Viva Napoli e Napoletani doc”
FOLLONICA. Si sarebbero dovuti scambiare per posta i metal detector, secondo gli accordi presi. Ma chi aveva realmente inviato l’apparecchio aveva ricevuto in cambio un pacco - è proprio il caso di dirlo - contenente solo piombi da pesca e un biglietto con la scritta “Viva Napoli e Napoletani doc”.
Queste almeno sono le contestazioni che la Procura ha mosso nei confronti di Enio Fedi, 53 anni, abitante in provincia di Padova, rinviato a giudizio con l’ipotesi di truffa ai danni di un 33enne. I fatti risalgono al novembre 2017, Follonica il luogo di commissione. Secondo l’imputazione, Fedi avrebbe preso contatti con la parte offesa perché quest’ultimo aveva messo in vendita on line un metaldetector Minelab, del valore di 500 euro. Fedi si sarebbe presentato con un none falso, avrebbe fornito una mail e un numero di telefono intestato a una persona inesistente, con lo scopo di non farsi identificare. E, presi i contatti, avrebbe proposto lo scambio alla pari con il proprio metaldetector marca Garrett.
Ciascuno avrebbe dovuto spedire contemporaneamente il pacco all’altro. Fedi avrebbe inviato realmente il pacco, e ciò per consentire all’altro di tracciarne la posizione on line, e avrebbe ricevuto il pacco contenente il metaldetector. Ma nel pacco da lui inviato e poi recapitato non ci sarebbe stata alcuna apparecchiatura: soltanto i piombi e il biglietto. Il destinatari aveva sporto querela, delle indagini si erano occupati gli uomini della polizia postale.
Secondo l’accusa, Fedi avrebbe approfittato dello scambio online, della distanza tra i due (che avrebbe giocato a favore dell’imputato), del fatto di non aver sottoposto il prodotto scambiato a controlli preventivi.
La prima udienza si terrà nel mese di giugno davanti al giudice Marco Bilisari. —
P.S.
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