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Ragazzine molestate allo schiuma party Condannato a 22 mesi
ORBETELLO. È stato riconosciuto colpevole di aver palpeggiato due ragazzine non ancora quattordicenni nel corso di uno schiuma party, avvenuto nell’agosto 2013 nell’Orbetellano. Muhammad Bakhsh, 44 anni, cittadino pakistano abitante nella zona di Perugia, è stato condannato a 1 anno e 10 mesi, come chiesto dal pm Maria Navarro. Il collegio (Adolfo Di Zenzo presidente, Giovanni Puliatti, Gian Marco De Vincenzi) lo ha anche interdetto in perpetuo dagli uffici di tutela e curatela e, per la durata della pena, dai pubblici uffici. Pena sospesa e non menzione.
Due gli episodi, nella stessa circostanza. Per la prima ragazzina, l’uomo avrebbe abbassato il reggiseno del costume toccandola al seno; alla seconda toccato il seno. Nessun dubbio di identificazione, secondo l’accusa, per il primo episodio: «La minore ha conservato la memoria e ha riferito tutto nel corso dell’incidente probatorio, riconoscendo l’imputato – ha detto Navarro – Aveva descritto un uomo che aveva in mano una ciambella di gomma, poi identificato dai carabinieri. Per l’altro episodio, l’incidente probatorio ha dato esito negativo, ma ci sono elementi forti derivanti dal primo episodio. Oppure dovremmo supporre che quel giorno e in quel luogo ci fossero due persone diverse con la stessa ciambella?».
I giudici non hanno accolto le tesi del difensore Guido Cosulich, di Arezzo, che aveva invitato il collegio a notare criticità e incongruenze. Innanzi tutto, osservando che in quell’occasione c’era talmente tanta schiuma che due ragazzine, più basse, non avrebbero potuto distinguere chi c’era. «La ciambella? Veniva lanciata in aria da più persone, ci giocavano in tanti, era un gruppo di pakistani. Un’azione spregevole c’è stata, senza dubbio: ma chi l’ha commessa?». Il legale ha fatto notare che la ragazzina era stata «indotta» a identificare il soggetto e che erano emerse differenze di descrizione nell’abbigliamento (camicia o maglietta). «E poi Bakhsh non aveva nemmeno cercato di fuggire quando la madre l’aveva affrontato: deve essere mandato assolto, manca la prova che sia stato lui». — P.S.
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