Ha chiuso i battenti il centro di accoglienza Trasferite le 5 ospiti
PRATA. Era il 2016 quando veniva aperto il centro di accoglienza di Prata. Oggi, a tre anni di distanza, il centro ha chiuso i battenti e le poche ospiti, ormai soltanto cinque, sono state trasferite a Ghirlanda, sempre all'interno del Comune di Massa Marittima.
Il trasferimento è avvenuto alcuni giorni fa. Nel 2016 erano ventidue i richiedenti asilo che erano stati trasferiti dal centro di accoglienza di Gerfalco a quello appena ristrutturato di Prata. A gestire il centro era, in entrambi i casi, la cooperativa lucchese “Partecipazione e Sviluppo” che nelle Colline Metallifere ha molte strutture ancora attive tra Gavorrano, Massa Marittima, Scarlino e Roccastrada. Quello di Prata era però un centro diverso dagli altri: lì erano accolte esclusivamente donne. A differenza di altre realtà del territorio, dove i richiedenti asilo si sono integrati bene con la popolazione residente, a Prata le ospiti del centro non hanno mai allacciato rapporti con gli abitanti: «Non si vedevano mai in giro le ospiti – dice un residente – prendevano spesso gli autobus e si spostavano altrove. Qui ci dormivano e basta non si sono mai integrate bene con noi».
Soltanto pochi chilometri più in là, nella frazione di Gerfalco, la notizia del trasferimento dei richiedenti asilo nel territorio di Scarlino aveva invece fatto scalpore e in molti si erano detti dispiaciuti per la partenza dei giovani ospiti. Anche lì l’esperienza era iniziata tra molte difficoltà e con l'opinione pubblica contraria, tanto che i residenti avevano anche richiesto un'assemblea pubblica per discutere della novità. A due anni di distanza i timori iniziali erano scomparsi e, il giorno della partenza, gli ospiti del centro avevano ricevuto dei saluti commossi. Il centro però non poteva sostenere le spese di gestione e così era stato chiuso.
Come è successo a Gerfalco anche a Prata la cooperativa non è più stata in grado di mantenere la gestione del centro e così i pochi ospiti sono stati trasferiti altrove. —
Giulia Sili
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