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«Con me sarà guerra» E poi minacce e schiaffi alla sua convivente

P.S.
«Con me sarà guerra» E poi minacce e schiaffi alla sua convivente

Rinviato a giudizio anche per resistenza ai carabinieri chiamati perché l’uomo stava dando in escandescenze

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MONTE AMIATA. I maltrattamenti sarebbero avvenuti anche quando la donna era in gravidanza. Non solo le offese ma anche il lancio di un vaso di plastica che fortunatamente non aveva colpito la donna. E poi le minacce: «Con me sarà una guerra», una frase che sarebbe stata accompagnata dal gesto simulato di dar fuoco alla coperta del letto con un accendino. E infine uno schiaffo violento al volto.

Per tutti questi reati ma anche per il compendio di tutto quanto avvenuto tra il dicembre 2017 e il gennaio dell’anno scorso - compresa una testata al volto che aveva causato una fuoriuscita di sangue dal naso, comprese frasi del genere «sei la disgrazia della mia vita» e offese ben più pesanti - un uomo di poco più di quaranta anni, abitante sull’Amiata, è stato rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare davanti al giudice Marco Mezzaluna: assistito dall’avvocato Alessio Bianchini, dovrà comparire a giugno dal giudice Gian Marco De Vincenzi per la prima udienza dibattimentale.

Vittima delle vessazioni, secondo l’imputazione, una straniera non ancora quarantenne, parte offesa nel procedimento. L’uomo deve anche rispondere di un episodio di resistenza a pubblico ufficiale, che sarebbe avvenuta a fine gennaio 2018 in occasione dell’ultimo episodio denunciato. I militari erano stati chiamati dalla donna proprio perché il convivente avrebbe dato in escandescenze, tra l’altro afferrando vari oggetti e gettandoli a terra, danneggiando il televisore e altri apparecchi, la stufa a petrolio e l’armadio in camera da letto. Entrando in casa, dopo aver preso a pugni la porta e aver costretto la donna ad aprire, avrebbe anche lanciato contro di lei una cartellina contenente i documenti relativi alla sua gravidanza, colpendola a un braccio. E poi, in mezzo alle offese, gli altri episodi, con il tentativo di percuoterla.

Ai carabinieri intervenuti dopo la richiesta di soccorso, l’imputato avrebbe rivolto frasi ingiuriose, aggiungendo: «Chi vi ha chiamato? Vi spacco la testa e vi faccio saltare il berretto che avete in testa». La donna aveva sporto querela e agli atti del procedimento c’è anche il referto medico redatto dal 118. I militari avevano raccolto anche le testimonianze di alcune persone. — P.S.

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