Il Tirreno

Grosseto

consiglio comunale 

L’ordine del giorno sulla Tirrenica bocciato da maggioranza e M5s

Enrico Pizzi
L’ordine del giorno sulla Tirrenica bocciato da maggioranza e M5s

È polemica tra schieramenti sulle responsabilità politiche dell’attuale e dei precedenti governi: viene dunque respinto il documento del centrosinistra 

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GROSSETO. «I lavori per il Corridoio Tirrenico non partiranno fino a quando non sarà definita la procedura di infrazione avviata, dal 2009, dall’Unione Europea».

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha ricevuto questa spiegazione, alle richieste fatte al ministero delle Infrastrutture e trasporti. Inoltre non ci sarebbero mai stati i 300 milioni, a disposizione dell’Anas, di cui si era parlato con il precedente governo, per l’adeguamento dell’Aurelia. Anzi «Anas – spiegano i consiglieri di M5s – non potrà avere un centesimo finché, risolta la procedura di infrazione, non verrà ridefinita la concessione, ancora e colpevolmente in capo a Sat». Queste le motivazioni del voto contrario con cui il movimento, insieme alla maggioranza, ha bocciato in consiglio comunale l’ordine del giorno presentato dal Pd e dalla Lista Mascagni proprio in merito alla realizzazione del Corridoio Tirrenico.

Secondo i due gruppi di opposizione, il ministro Toninelli, manifestando la volontà di rivedere drasticamente i progetti per le opere infrastrutturali, avrebbe bloccato la soluzione di compromesso alla quale si era arrivati nella primavera del 2017, per un adeguamento a quattro corsie dell’attuale Aurelia, con tanto di complanari e con l’eliminazione degli incroci a raso. L’ordine del giorno, se approvato, avrebbe espresso la volontà del consiglio comunale, di procedere sulla strada tracciata dal precedente governo. Ma la maggioranza ha votato no, con l’unica eccezione dell’onorevole Elisabetta Ripani (Forza Italia) che si è astenuta dopo aver criticato l’azione del governo. «Un documento strumentale – ha detto l’onorevole Mario Lolini (Lega) – fatto solo per accusare il governo di non aver fatto nulla. Siamo al governo da 9 mesi, stiamo affrontando la questione, ma ci sono stati problemi grossi. Il programma 2017 era completamente scoperto da tutti i punti di vista e la cosa resterà complicata fin quando non sarà revocata la concessione a Sat».

Per Lolini, intanto, la priorità sarebbe raddoppiare i circa dodici chilometri nel territorio di Capalbio e eliminare gli incroci a raso. «I finanziamenti sbandierati nel 2017 – dice – non ci sono, così coi ha detto l’Anas e io mi impegnerò perché nelle prossime finanziarie siano trovate risorse adeguate per portare avanti il programma di adeguamento dell’Aurelia stabilito nel 2017». M5s, intanto, «pur conoscendo perfettamente la situazione di grave disagio del territorio ed assicurando la totale volontà politica di concludere il corridoio tirrenico», sottolinea che «l’attuale governo non ha alcuna responsabilità nei ritardi». D’altra parte il governo Gentiloni ha avuto un anno per fare qualcosa «ma, guarda caso, non ha fatto niente se non creare confusione millantando la disponibilità di centinaia di milioni dati ad Anas per la messa in sicurezza dell’Aurelia». I consiglieri portavoce del M5s grossetano si adopereranno per far venire in Maremma il ministro Toninelli e non accettano che «si dicano falsità e si attribuisca al governo giallo-verde la responsabilità dell’attuale situazione». —

Enrico Pizzi

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