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calcio e polemiche 

I tifosi all’attacco Ma l’incontro non si fa

Paolo Franzò
I tifosi all’attacco Ma l’incontro non si fa

L’assessore Rossi disponibile a ricevere una delegazione Gli ultrà chiedono certezze per il Grosseto calcio

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GROSSETO. A distanza di otto giorni dal primo comunicato, la tifoseria organizzata della Curva Nord del Grosseto torna a farsi sentire e lo fa ancora attraverso una lunga nota. «Noi vogliamo un incontro pubblico con tifosi, società e amministrazione», chiedono con forza. «Abbiamo atteso in silenzio un segnale dall’amministrazione comunale per l’incontro da noi richiesto – scrivono – Una risposta ufficiale che non doveva essere per forza positiva ma che comunque pensavamo di meritare».

La paura dei tifosi biancorossi è che i tempi si possano dilatare troppo e che ci possa essere un disimpegno, rispetto a quanto sempre dichiarato, da parte del Comune. «Col presidente del Grosseto, Mario Ceri, ci siamo visti lunedì scorso – risponde l’assessore allo sport, Fabrizio Rossi – stiamo lavorando con la società biancorossa, come abbiamo sempre fatto, per camminare insieme per il bene della squadra. Capisco i tifosi, ma in questo momento un incontro pubblico non avrebbe alcun senso. Lo faremo nel momento in cui ci sarà qualcosa di concreto di cui parlare. Con me i tifosi posso parlare in qualsiasi momento, come sempre e come in passato, non ho nessuna difficoltà a ricevere una delegazione in assessorato».

Nella nota della Curva, in relazione a una mancata risposta diretta, si legge ancora: «La consideriamo una vera e propria mancanza di rispetto verso la tifoseria tutta che dopo gli ultimi anni di umiliazioni, ha fame di ripartire con un progetto serio volto alla valorizzazione del territorio con l’inaugurazione del centro sportivo e la crescita dei giovani atleti maremmani. Un territorio che dovrebbe essere in cima alle priorità della politica che, invece, è sempre più affaccendata a girare spot sui social. La vicinanza alla società non si dimostra con le chiacchiere e con i selfie ma accogliendo richieste legittime. Per noi tutto questo è inaccettabile in relazione anche alle disparità di trattamento con altri sport. La stagione va programmata subito: l’aver vinto il campionato ci da un piccolo vantaggio sulle concorrenti. Se non si accolgono subito le richieste societarie si rischia di ridimensionare o peggio abortire un progetto che non ha eguali nel calcio moderno e che noi sposiamo in ogni suo punto. Noi siamo la parte sana del calcio». È l’amore verso la squadra, l’attaccamento alla bandiera a spingere i tifosi in questa direzione. «Di fronte a un programma serio e appassionato come quello di Mario e Simone non possiamo che avallarlo e tutelarlo in ogni sede e con tutte le armi a nostra disposizione - scrivono gli ultrà - Se l’amministrazione non ci concede l’incontro sposteremo il dibattito su terreni a noi più congeniali» . Quindi, Fabrizio Rossi conclude: «Non è una mera questione di soldi, anche perché noi non possiamo certo sostituirci a uno sponsor. È una questione di livello amministrativo, nel senso che dobbiamo concordare con la società e poi tradurre in atti amministrativi le varie ipotesi in campo. Così come dal primo minuto della nostra elezione non mancherà il sostegno alla squadra». — Paolo Franzò

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