Italia
Grosseto dice addio al dentista che curava i bambini in Africa
Vito Ricciuti aveva 67 anni e faceva parte della onlus "Un mondo di amici": Uccio, per gli amici, era presidente del Lions Host
GROSSETO. Come ultimo regalo, prima di andarsene, si è voluto concedere un ultimo concerto di un grande violinista, circondato dall’amore della moglie Patrizia, della figlia e degli amici che erano andati a trovarlo tre sere fa nella sua casa in via Galileo. Vito Ricciuti, 67 anni, era prima di tutto un medico chirurgo e, da quando pochi mesi gli era stata diagnosticata una terribile malattia, sapeva che contro quel mostro non avrebbe potuto combattere. Ma non ha negato mai, nemmeno per un giorno, un sorriso o una parola di conforto a chi lo ha accompagnato nelle sue ultime settimane di vita dimostrando di nuovo quella grandezza d’animo che lo aveva contraddistinto durante tutta la sua vita. Gli amici grossetani - che sono davvero tanti - lo chiamavano Uccio. Lui era arrivato in città da Potenza, dopo aver conosciuto la moglie Patrizia che è originaria di Pari. Anche lei medico in forza all’ospedale Misericordia di Grosseto.
Avevano scelto di vivere in Maremma, dove Ricciuti aveva aperto uno studio dentistico in via Mazzini. «Aveva deciso di diventare odontoiatra - racconta un suo carissimo amico - perché era rimasto sveglio una notte intera per il mal di denti». Vito Ricciuti era un appassionato di ciclismo e di auto e moto d’epoca e si era definitivamente innamorato della terra che lo aveva accolto, tanto da essere eletto presidente del Lions Host di Grosseto. Ma il suo cuore grande lo aveva portato anche a condividere un’altra esperienza nata in città: quella della pediatra Laura Perna, fondatrice di "Un mondo di amici", onlus della quale anche Ricciuti faceva parte. Fondata circa 15 anni fa con l’obiettivo di sostenere l’ospedale pediatrico di Kimbondo, fondato alla fine degli anni ’80 dalla dottoressa Laura Perna e dal missionario claritiano padre Hugo Rios per fornire assistenza ospedaliera gratuita ai più poveri dei poveri: orfani di guerra, bambini ex soldato, bambini abbandonati dalle famiglie, che non sono in grado di sfamarli, bambini "ndoki" (letteralmente "da buttare") "i figli maledetti": cacciati di casa perché accusati di stregoneria.
Un progetto, quello della onlus, che l’odontoiatra potentino aveva sposato appieno, partecipando alle tante iniziative dell’associazione. Mancherà a tanti, Uccio. Ai colleghi, agli amici, a chi come lui faceva parte del Lions, a chi si adopera per gli altri. Alla sua famiglia, soprattutto, che lo ha visto andare via dopo aver lottato contro una malattia terribile.
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